29 Giugno 2022
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obiettivo 37

Nel 2011 il fabbisogno nazionale lordo di energia elettrica in Italia è stato coperto per il 65,6% dall’utilizzo di combustibili fossili, per il 21,3% da fonti rinnovabili e il rimanente 13,1% è stato importato dall’estero.

La maggior parte delle centrali termoelettriche italiane sono alimentate a gas naturale, di cui l’Italia è il terzo importatore mondiale.

L’Italia nel 2007 era classificato come il paese europeo maggiormente dipendente dal petrolio; è il settimo importatore mondiale di petrolio e il nono importatore mondiale di carbone.

Inoltre l’Italia è stata nel 2011 il primo paese al mondo per importazione netta di energia elettrica in valore assoluto.

Questi dati non sono sostenibili non solo dal punto di vista ambientale ma soprattutto dal punto di vista economico.

La produzione di energia in Italia, deve essere indirizzata progressivamente verso fonti alternative rinnovabili e sostenibili come, l’energia idroelettrica, quella solare, eolica, marina e geotermica.

Deve essere programmato un piano graduale che in 30 anni aumenti la percentuali di energia derivante dalle rinnovabili e diminuisca quella dipendente dal petrolio.

L’installazione o l’implementazione di centrali già esistenti devono avvenire nel rispetto del contesto socio-ambientale in cui si inseriscono e non devono pregiudicare né la biodiversità né la salute delle popolazioni umane che vi risiedono.

La gestione delle rinnovabili deve rappresentare una risorsa economica, che non deve essere data in mano a privati e concessionarie, ma devono restare a totale beneficio di chi risiede nella zona interessata.

Il nucleare non è assolutamente l’alternativa al petrolio, per quanto di ultima generazione le centrali nucleari rappresentano un pericolo per tutti, e presentano il problema di residui radioattivi non rinnovabili.

Gli Italiani si sono espressi contro il nucleare nel 1987 e nel 2011.

La politica deve rispettare questa scelta e non tentare più di percorrere questa strada.

Devono inoltre continuare ed essere portate a termine le dismissioni delle centrali di Latina, Garigliano, Caorso e della Enrico Fermi II, anche per diminuire le tariffe sull’energia elettrica, che ad oggi comprendono il reperimento dei fondi per queste dismissioni.


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