26 Gennaio 2021
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LETTERA APERTA ALLA MINISTRA AZZOLINA

11-01-2021 18:19 - Redazione DA
On.le Ministra Azzolina,

Sottopongo alla Sua attenzione le seguenti constatazioni.

Decenni di becere riforme introdotte dalla destra moderata del PD e felicemente abbracciate dalla destra estrema degli altri partiti, la cui rozzezza ha sempre fatto il paio con l'ignoranza, hanno totalmente passivizzato la classe docente.

E' pur vero che parte di questa passivizzazione è conseguenza diretta del fatto che la Chiesa cattolica, con la complicità della classe politica, ed in particolare dei Ministri e delle Ministre dell'Istruzione, ha immesso nella scuola della Repubblica italiana un numero abnorme di insegnanti di religione a spese dello Stato italiano.

Con questo sistema la Chiesa cattolica ha infiltrato la scuola con insegnanti di tutte le materie, inizialmente entrati nella docenza come insegnanti di religione, a cui i vescovi, di volta in volta, non hanno rinnovato l'idoneità, con il preciso scopo di consentirgli una immissione in graduatoria senza concorso, dopo aver beffato con questo trucchetto colleghe e colleghi che invece, dopo aver superato il concorso abilitante, rimanevano al palo in attesa di essere immessi in ruolo.

Il privilegio accordato agli insegnanti di religione si è consumato finanche nel trattamento stipendiale dei supplenti che se terminavano il periodo di supplenza alla fine dell'anno scolastico, diversamente dai supplenti di tutte le altre materie, hanno continuato a percepire lo stipendio sino alla riapertura dell'anno scolastico successivo.

Gli insegnanti di religione hanno ottenuto di far parte delle commissioni esaminatrici negli esami di maturità, hanno ottenuto che il voto della loro materia costituisse punteggio, neutralizzando, di fatto, la facoltatività.

Agli insegnanti di religione è stato consentito, recentemente, di diventare perfino dirigenti scolastici, sovrastando la libera docenza, condizionandola nei contenuti, oltre che nella organizzazione.

Nonostante la grave crisi emergenziale dovuta alla pandemia, Lei ha trovato persino il tempo di preventivare, d'intesa con la CEI - il Consiglio dei Ministri della Monarchia confinante - un concorso apposito per immettere altri insegnanti di religione nel corpo decente italiano.

Il vero scopo di questa squallida invasione non è quello di impoverire la classe docente con le mezze cartucce raccomandate dal vescovo, quanto piuttosto quello di impoverire gli studenti e le studentesse, minando alla radice la loro capacità critica, per renderle masse ubbidienti e subordinate, facili da governare nella privazione dei diritti e nella accettazione del privilegio clericale, agendo sui contenuti e sugli obiettivi didattici.

Segnatamente, in questa intromissione, è stato consentito che venissero manomessi i libri di storia trasformandoli in libri contenenti nozioni mitologiche spacciate per notizie storiche.

Lei, signora Ministra, ha frequentato la Scuola di specializzazione per l'abilitazione all'insegnamento della storia e della filosofia e dunque Lei conosce perfettamente la differenza tra storia e mitologia, Lei conosce perfettamente la differenza tra una Fonte storica e un testo di letteratura mitologica priva di fondamento storico.

Ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie in Italia, invece, è stata negata la possibilità di differenziare la storia dal mito, è stata negata la verifica degli accadimenti attraverso le fonti, perché sono state spacciate come fonti storiche i vangeli, universalmente esclusi dalle fonti storiche e classificati piuttosto nella letteratura mitologica religiosa.

Indipendentemente dalle Sue personali competenze, non può consentire che su un libro di storia della scuola secondaria si affermi come fatto storico inconfutabile che Gesù sia stato crocifisso e che dopo tre giorni sia risorto, richiamando i vangeli come fonte.

Ricordo a me stessa che i sistemi di falsificazione sulla storia di Gesù, usati dai cristiani attraverso decine e decine di vangeli, sono stati già oggetto di critica nel II secolo, e che la indagine storica dei secoli successivi non ha modificato le conclusioni a cui era già giunto il filosofo Celso.

Ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie italiane viene insegnato, attraverso i libri di storia approvati dal Ministero dell'Istruzione, che la diffusione del cristianesimo avvenne con spontanea e pacifica adesione, mentre invece comportò lo sterminio dei pagani, trucidati perché non volevano convertirsi alla nuova religione, depredati di ogni loro bene, nei libri di storia si omette di dire che la violenza criminale dei cristiani mise in atto persecuzioni feroci contro chi professava altre religioni.

Ma ciò che, dal punto di vista didattico resta di una gravità assoluta, sta nel fatto che si fa passare la resurrezione come un fatto storico realmente accaduto.

Nel libro di storia della Zanichelli editore – autori Paolucci Signorini Marisaldi – nel disprezzo di ciò che è una fonte storica, nel disprezzo del metodo di indagine critica, nel disprezzo del diritto alla conoscenza che nella scuola pubblica dovrebbe essere massimamente tutelato, si afferma con sicumera baldanza che “Gesù dopo tre giorni risorse dalla morte”, e sicuramente non è il solo testo a divulgare simili contenuti.

Veicolare simili affermazioni in un testo di storia, va oltre il consentito.

Va contro la Convenzione dei diritti del fanciullo, va contro lo Statuto degli studenti e delle studentesse, va contro la logica.

E' proselitismo e non libera docenza.

Le chiedo di intervenire e di imporre a tutte le case editrici, e non solo a quella menzionata, una correzione immediata, posto che una simile castroneria mitologica dovrebbe comportare, quale normale conseguenza, la revoca della autorizzazione ministeriale alla diffusione del testo tra i libri scolastici.

A meno che nelle pianificazioni clericali questo non sia che il primo passo, cui potrebbe seguire, per esempio, la eliminazione della Teoria delle specie di Darwin, sostituita magari dal terrapiattismo.

Auspico che sappia cogliere la gravità di simile questione, per gli effetti conseguenti, e che nella scuola italiana venga tutelato senza compromessi il Diritto Umano alla Conoscenza.

Resto in attesa di conoscere quali provvedimenti intende adottare e nel tentativo di non lasciare vanificata l'istanza di rettifica, la presente verrà inviata agli storici, intellettuali, redazioni e sindacati in indirizzo auspicando un loro intervento sulla querelle.

Carla Corsetti

Segretario nazionale di Democrazia Atea

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