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LA MORTE DI SILVIO BERLUSCONI

12-06-2023 13:00 - Redazione DA
La morte di Silvio Berlusconi mette il sigillo ad una fase della storia repubblicana.
Berlusconi ha messo un marchio ai suoi seguaci, come quello che si mette sulle mandrie di bovini, per certificarne le fasi di allevamento prima della macellazione.
La storia di quest'uomo inizia nel consiglio d'amministrazione della Banca Rasini di Milano nella quale la massima carica dirigenziale era ricoperta da suo padre, Luigi Berlusconi.
Nella Banca Rasini, attraverso Luigi Berlusconi, padre di Silvio, Michele Sindona, il banchiere del Vaticano, riciclava i soldi della mafia.
In quella banca furono scoperti i conti di Bernardo Provenzano e Totò Riina e la storia dei rapporti tra la famiglia Berlusconi e le famiglie siciliane forse adesso potrà disvelarsi con maggiori dettagli.
La Banca Rasini in effetti aveva depositi dalla provenienza curiosa, e quella banca finanziò la Edilnord, la società con la quale ebbero inizio le avventure edilizie di Silvio Berlusconi.
Sempre nella Banca Rasini furono costituite una ventina di società di estetisti e parrucchieri, utilizzate successivamente come scatole cinesi della sua holding.
La famiglia Berlusconi, attraverso la Banca Rasini, accumulava ricchezze e non si faceva scrupolo di utilizzare i soldi della mafia sporchi di sangue, perché i soldi, da quelle parti, non hanno odore.
Non c'era capacità imprenditoriale, e non c'era nemmeno la libertà dell'iniziativa economica privata così come l'avevano intesa nell'Assemblea Costituente, quanto piuttosto la libertà di accumulo svincolata dalla utilità sociale.
Per non parlar della libera interpretazione che simile imprenditoria ha dato alla dignità umana, condita dalla convinzione inestirpabile secondo la quale tutti gli uomini hanno un prezzo e se esprimeranno una opinione negativa o dissenziente, basterà conoscere il loro prezzo e comprarli.
Berlusconi ha interpretato la propria esistenza nella propensione ad accumulare ricchezza perché la tesaurizzazione, secondo la sua morale familiare, è quanto di più importante possa fare un uomo.
Ha declinato l'attitudine alla compravendita anche nelle istituzioni.
Non si è limitato a comprare le persone che ha incontrato, ma ha voluto comprare anche ciò che serve per demolire una democrazia, in una partita truccata nella quale ha fatto da giocatore e da croupier.
Ha messo in piedi un partito e solamente negli ultimi dieci anni lo ha finanziato con 110 milioni di euro, altrimenti quei miracolati dei suoi parlamentari, senza i suoi soldi, non avrebbero vinto nemmeno le elezioni nei loro condomini.
La mercificazione del sesso e la compravendita di corpi femminili nelle cene eleganti è stato il naturale corollario di chi non ha mai avuto rispetto per nessuno, avendo misurato le persone con il prezzo e non con il valore.
Le donne sono state comprate come si comprano i senatori, come si comprano le istituzioni, come si comprano le pentole.
Anche la comunicazione si compra, e l'informazione, intesa come pilastro del pluralismo democratico, diventa fastidiosa se non è al soldo di chi detiene il potere.
La loggia massonica P2, la loggia fondata da Licio Gelli, l'ideatore e mandante fascista della strage di Bologna (85 morti), era un imperdibile trampolino per ricoprire cariche politiche, e Silvio Berlusconi ha fatto parte di quella loggia, con la tessera 1816.
In molti lo hanno seguito, amato, omaggiato, difeso, ammirato, perché gli italiani, come diceva Flaiano, corrono sempre in aiuto del vincitore.
In molti hanno visto in lui uno “statista” perché per primo ha sdoganato i post-fascisti al Governo del Paese.
Silvio Berlusconi è stato responsabile della irreversibile deriva culturale insanabile di questo Paese, ma non ha fatto tutto da solo.
L'inclinazione servile di personaggi che oggi sono nel PD e che ne hanno permesso l'ascesa, con provvedimenti legislativi omessi, come la legge sul conflitto d'interessi, è stata l'altra faccia della sua fortuna.
A noi di Democrazia Atea non interessa il profilo umano della sua morte, a noi interessa la morte del personaggio politico.
Oggi è morto un misogino, un maschilista, una persona dalla urticante mentalità patriarcale, è morto un massone che ha aderito alla loggia massonica criminale fondata da un assassino stragista, è morta una persona che ha interpretato i ruoli istituzionali vergognosamente, ricoprendoli come fossero propaggine della sua attività imprenditoriale personale, oggi è morto un reazionario che ha portato al Governo i fascisti e i post-fascisti e che ha offeso l'antifascismo inteso come valore fondante su cui abbiamo costruito la nostra democrazia.
Lascerà al potere i suoi sodali più spregiudicati, e vogliamo sperare che ora, senza di lui, senza il potere mediatico che ha sempre esercitato sulle masse, senza i suoi soldi, se saremo fortunati, potrebbero deflagrare.
Forse oggi possiamo voltare pagina e sperare di poter ricostruire una cultura democratica, ugualitaria, laica e femminista, esattamente l'antitesi della deriva a cui costui, con la potenza dei suoi soldi, ha attratto milioni di italiani, come le mosche sul guano.
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