24 Novembre 2020
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Gli squadristi del Covid

26-05-2020 14:16 - Redazione DA
Lo squadrismo, in Italia, nasce all'inizio del secolo scorso in funzione anti socialista.
Squadre di violenti si organizzavano su base “volontaria” per reprimere le crescenti rivendicazioni sociali degli operai e dei braccianti.
Furono finanziate da commercianti, industriali, proprietari terrieri, ebbero la copertura della polizia, della magistratura e dell’esercito.
Furono assorbiti dal fascismo come alveo politico naturale alla loro violenza.
L’esperienza dello squadrismo fascista, in salsa leghista, fu rieditata dalla Lega con l’istituzione delle ronde.
La norma istitutiva delle ronde articolava la asserita necessità di regolare la collaborazione di associazioni di privati cittadini alla tutela della sicurezza urbana e alla prevenzione di situazioni di disagio sociale.
Più esattamente la legge prevedeva che «i sindaci, previa intesa con il prefetto, possono avvalersi della collaborazione di cittadini non armati al fine di segnalare alle Forze di polizia dello Stato o locali eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale».
Le ronde furono istituite sulla spinta propagandistica della Lega Nord, in un afflato di razzismo e xenofobia.
Sulla normativa che le istituiva intervenne la Corte Costituzionale la quale, pur dichiarandone la conformità al dettato della Costituzione, ne ha opportunamente limitato il raggio d’azione, di fatto neutralizzandole.
Poiché il vero obiettivo delle ronde era quello di consentire a taluni individui, non inseriti in attività di pubblica o privata vigilanza, e dunque senza alcuna preparazione né funzione specifica, di agire in maniera repressiva e violenta contro gli stranieri, le limitazioni imposte dalla sentenza della Corte Costituzionale ebbero l’effetto di depotenziare immediatamente la loro esistenza e dunque le decine di ronde che si costituirono dopo il via libera legislativo, nel giro di pochissimo tempo svanirono, come svaniscono generalmente gli entusiasmi che si alimentano dei bassi istinti.
Ora ci riprova il Partito Democratico, che da oltre un decennio studia le svolte autoritarie, presentate con i sorrisi ebeti, e sapendo che la crisi economica potrebbe portare a disordini, vuole avere già pronte le squadracce in funzione repressiva.
Hanno inventato la figura dell’assistente civico che dovrebbe essere organizzato per servizi di assistenza alle persone in difficoltà, ma anche per controllare il distanziamento sociale.
Il Partito Democratico vuole organizzare un esercito di 60.000 assistenti civici il quali, è di tutta evidenza, che non andranno a controllare il distanziamento sociale all’interno dei posti di lavoro, o nelle campagne afflitte dal caporalato di Stato.
Hanno già in previsione di avere le squadracce di “volontari” pronte a “distanziare” tutti coloro che vorranno liberamente manifestare e protestare contro l’incapacità del Governo di far fronte alla crisi economica.
Abbiamo già visto molti “volontari” della Protezione civile, in questi mesi, indossare le tute e sentirsi “sceriffi”, ubriacati nella esaltazione di un compito di vigilanza come se da loro dipendesse tutto il futuro dell’umanità.
Il Partito Democratico vuole lasciarci intendere che la reale finalità sia quella di prevenire le situazioni di contagio da epidemia, e credergli non sarebbe semplice ingenuità, ma autentica stoltezza.
Gli assistenti civici non sono altro che le ronde in salsa piddina, ma sarebbe più calzante qualificarli come gli squadristi del covid.
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