Il 2026 si apre in un mondo attraversato da crisi sistemiche, da guerre permanenti, da regressioni autoritarie. Ovunque si assiste allo svuotamento della democrazia, alla subordinazione della politica agli interessi militari, economici e ideologici. In questo orribile scenario, Democrazia Atea rivendica il proprio ruolo di forza testimone, consapevole di non misurare la propria necessità sul metro della rappresentanza, ma su quello della verità, della coerenza e della responsabilità storica. Democrazia Atea è una voce laica, critica e indipendente, non allineata ai blocchi di potere né alle narrazioni dominanti, e in un’epoca in cui la politica abdica al pensiero e si riduce a gestione dell’esistente, noi affermiamo che la laicità non è neutralità, ma scelta attiva di libertà dalle ideologie giustificatrici che si muovono sulla linea della paura. I diritti umani non sono negoziabili, non sono graduabili, non decadono in base al contesto geopolitico o all’identità delle vittime, e restano tali anche quando vengono violati da Stati che si autodefiniscono democratici, anche quando l’oscenità del potere si manifesta attraverso la repressione, la disumanizzazione e la violenza di regime. Non esistono vite sacrificabili, né eccezioni morali giustificabili. Assistiamo oggi alla normalizzazione dell’autoritarismo, al ritorno di forme di fascismo rinnovate ma riconoscibili, mascherate da sicurezza, emergenza o interesse nazionale, assistiamo alla negazione dello stato di diritto sopraffatto dalla legge del più forte, alla criminalizzazione del dissenso, alla normalizzazione del genocidio, assistiamo alla spregiudicatezza di governi che spingono l’umanità verso il baratro. Democrazia Atea rifiuta ogni complicità, ogni silenzio, ogni ambiguità. La storia non è una linea retta, ma conosce ricorrenze, ogni epoca oscura ha prodotto poteri che si credevano eterni e che invece si sono rivelati transitori. Tutti i sistemi fondati sull’arroganza, sulla violenza e sulla negazione della dignità umana hanno conosciuto il proprio fallimento. A noi spetta il compito di resistere eticamente, preservare la memoria, mantenere aperta una prospettiva di ricostruzione. Democrazia Atea non promette scorciatoie né vittorie facili. Rivendica il valore dell’attesa consapevole, della coerenza ostinata, della ricucitura futura delle fratture prodotte dall’infamia e dall’ipocrisia del potere. Essere minoranza non significa essere irrilevanti, significa piuttosto custodire ciò che altri hanno abbandonato. Nel 2026 Democrazia Atea continuerà a dire ciò che non conviene dire, a difendere chi non ha voce, a restare dalla parte dei diritti anche quando il mondo sceglie la forza e il privilegio. La Segretaria nazionale Carla Corsetti