NON CI RESTA CHE PIANGERE

23-12-2021 21:43 -

Luciano Vasapollo è un intellettuale comunista, professore di Analisi Dati di Economia Applicata alla «Sapienza» Università di Roma, ed ha infiniti meriti accademici anche internazionali.
E’ autore e coautore di oltre 50 libri.
Nonostante la levatura intellettuale, ha inviato una lettera al Capo di Stato della Monarchia confinante e il solo incipit faceva tornare alla mente la memorabile scena di un film di Benigni e Troisi, “Non ci resta che piangere” quando scrivevano a Savonarola e si arrampicavano in una giravolta di espressioni di sottomissione, comiche perché ridicole: “ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, …. siamo proprio due umili”.
Ebbene, Vasapollo ha scritto a Bergoglio una lettera per chiedere la liberazione di nove brigatisti e già questo fa pensare quanta coerenza occorre svendere, da chi si professa comunista, per chiedere intercessioni e raccomandazioni ad un Monarca capitalista.
“Al Santo Padre Papa Francesco, mi rivolgo a Lei con la più grande umiltà per domandare un intervento attraverso una preghiera….”
Sbandierare la propria umiltà è mortificante perché, come diceva il filoso Spinoza, l’umiltà è la tristezza dell’impotenza e della debolezza.
Vasapollo è stato finanche Vincitore del Concurso Internacional de Ensayo Pensar a Contracorriente .
Pensare controcorrente è accattivante come titolo di un concorso, ma quando sei un cattocomunista non sei affatto controcorrente, sei perfettamente allineato nel baratro della sottomissione clericale, la stessa che serve per mantenere senza riconoscimento di dignità la classe operaia.
E quando un ideologo comunista fa bella mostra della propria intellettualità rimestata nella subordinazione dell’umiltà, gli sfruttati che dovrebbero trovare in lui strumenti di riscatto, saranno invece inevitabilmente ricacciati nelle dinamiche della accettazione fatale della propria condizione.
Che pena.