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Obiettivo n.58
Obiettivo n.58

Introduzione nel codice penale italiano del reato di tortura.

 

Nel 1984 l’ONU ha adottato una Convenzione contro la tortura e i sistemi inumani e degradanti.

L’Italia ha ratificato la Convenzione nel 1988 e si è impegnata ad adeguare la propria legislazione penale interna nel senso imposto dalla Convenzione.

Nonostante l’Italia abbia preso questo impegno, dal 1989, il Parlamento italiano ha legiferato in modo insufficiente e farsesco.

Un atto qualificabile come tortura, secondo la legge approvata di recente, per sussistere “deve essere stato compiuto con crudeltà e mediante più condotte e deve provocare un verificabile trauma psichico”.

Questo semplice inciso rende inutile la legge.

I trattamenti inumani e degradanti, commessi dalle forze dell'ordine non sono tollerabili in uno stato di diritto.

E ciò vale anche per i trattamenti vessatori commessi su persone in stato di detenzione.