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Obiettivo n.41
Obiettivo n.41

Eliminazione della tassa sulla proprietà degli autoveicoli e abrogazione dei pedaggi autostradali

 

La tassa di proprietà sugli autoveicoli è una tassa regionale.

La Commissione europea, in tema di tassazione sugli autoveicoli, ha chiarito che c’è un ampio margine di discrezionalità in capo agli Stati membri e che dunque tassare gli autoveicoli non contrasta con alcuna legislazione europea.

La tassazione tuttavia si è negli anni delineata come iniqua e ingiusta atteso che nella determinazione del calcolo sono stati adottati criteri legati ai cavalli fiscali e non al valore commerciale, arrivando al paradosso che alcune automobili, prive di un valore commerciale di scambio, paghino somme di tassazione sproporzionate rispetto al loro valore reale.

Tassare in modo esagerato un bene che ha un modesto valore di mercato è senza dubbio una forma di indebita vessazione fiscale.

Né si giustifica la eccessiva onerosità dei criteri di calcolo adottati dalle singole regioni su un bene, l’automobile, attorno al quale, di fatto, si è avvitata tutta l’economia italiana.

Quanto ai pedaggi autostradali costituiscono un inutile balzello se posto in relazione con le sue finalità.

Le autostrade italiane sono state da sempre nella gestione dell’ANAS, ente concedente della rete autostradale, la quale ha operato vigilando sulle 24 concessionarie che operavano sulle tratte autostradali.

Con una recente riforma le competenze dell’ANAS sono state trasferite al Ministero delle Infrastrutture e la loro manutenzione continua ad essere finanziata con i soldi dell’erario.

La tassa sul pedaggio va ad accumularsi alla tassa di proprietà dell’autoveicolo cui si aggiungono le tasse pagate con l’acquisto del carburante.

Le autostrade sono state costruite con i soldi pubblici, sono manutenute con i soldi pubblici, il pagamento del pedaggio incide negativamente non solo sulla utenza, ma anche sulla competitività commerciale e turistica.

L’abolizione del pedaggio infatti potrebbe dare maggiore impulso a settori economici sui quali questo balzello incide in maniera sproporzionata e ingiustificata, come il trasporto merci e come il transito di turisti.