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Si scrive Grillo, si legge "nuovo ordine mondiale" 31/05/2012

 Grillo non è un uomo libero. 

Le sue esternazioni sono abilmente controllate dalla Casaleggio Associati che ha ordinato al suo Influencer Marketing di non affrontare più le tematiche degli esordi. 

Gli interventi di Grillo si sono concentrati via via in una direzione populista per nulla originale.

La storia è piena di dittatorelli dal piglio populista migliore del suo.

E non vedo nessuna “rivoluzione” in un uomo che non distingue la mafia dallo Stato (“Lo stato uccide più della mafia”), che nutre sentimenti xenofobi (“E’ senza senso la questione della cittadinanza ai figli degli immigrati”), che è omofobo (rivolto a Vendola: “ti saluto, frocio”). 

Per un verso i suoi sproloqui sono frutto di una strategia che altri hanno deciso, ma quando Grillo si esprime senza mediazione, è figlio prediletto della democrazia diretta all’italiana nella quale gli stranieri sono criminali, i froci sono froci, e con la mafia si fanno affari perché la mafia non ti strangola.

Entrando più da vicino nella Casaleggio Associati ci si perde in un vortice di partership dove spiccano Aspen Institute e American Chamber of Commerce in Italy.

Il Consiglio di Amministrazione della American Chamber of Commerce in Italy risulta così composto: 

Enrico Sassoon, amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy;

Umberto Paolucci, vice presidente di Microsoft Italia;

Gian Battista Merlo, presidente e amministratore delegato Exxon Mobil Mediterranea Srl; 

Gianmaria Donà dalle Rose, amministratore delegato Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia;

Massimiliano Magrini, country manager Google Italia; 

Luciano Martucci, presidente e amministratore delegato Ibm Italia Spa; 

Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset Spa; 

Maria Pierdicchi, direttore generale Standard & Poor’s; 

Massimo Ponzellini, presidente Impregilo Spa; 

Cristina Ravelli, country legal director The Walt Disney Co. Italia Spa; 

Dario Rinero, presidente e amministratore delegato Coca-Cola Hbc Italia Srl; 

Cesare Romiti, presidente onorario Rcs.

Quanto a Aspen Institute Italian, fondato da Gianni Letta e presieduto da Giulio Tremonti, è un “laboratorio internazionale” per prendere decisioni a porte chiuse, generalmente antidemocratiche e antipartitiche.

In sintonia e adesione con l’American Chamber of Commerce in Italy e con Aspen Institute Italian, la Casaleggio Associati non fa mistero delle sue prospettive a lungo termine:

“ Google, ancora una volta, diventa il centro della rinascita della democrazia diretta, grazie ovviamente alla Rete, nasce Gaia, il nuovo governo mondiale … ogni essere umano può diventare presidente e controllare il governo attraverso la Rete. In Gaia i partiti, la politica, le ideologie e le religioni scompaiono.” 

Grillo forse ignora che la politica è l’unico strumento attraverso il quale sarà ancora possibile difendere i diritti umani, ma questo a Grillo non interessa perché con un reddito personale di quattro milioni di euro l’anno i diritti umani si possono anche comprare e al diavolo chi non può.

Quella di Grillo non è una rivoluzione ma un rigurgito di conservatorismo tra i più ritriti, quello che non ha progettualità costituente ma si limita ad intercettare il malcontento come piede di porco per scardinare ciò che ancora resta delle nostre garanzie istituzionali. 

Né è prova l’attacco frontale alla Presidenza della Repubblica all’indomani del voto, quando ha scagliato contro la massima autorità dello Stato democratico i suoi seguaci. 

Che spettacolo indegno.

Con Grillo passiamo dalla Fininvest alla Casaleggio Associati, un cambio aziendale nel quale la “ragione sociale” è sempre la stessa, cambiare tutto affinchè nulla cambi.

 

Carla Corsetti

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