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SALTIMBANCHI E GIOCOLIERI 07/09/2016

 

TTIP : sembra il brand di una fabbrica di birra ma non lo è.

TTIP è l’acronimo di Transatlantic Trade and Investment Partnership che tradotto significa Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti.

E’ l’ultima frontiera neoliberista che la finta democrazia statunitense vorrebbe imporre anche all’Europa.

Un accordo di libero scambio che sovverte i principi democratici per barattarli con il profitto delle aziende transnazionali.

Il TTIP infatti vieta di anteporre la salvaguardia della tutela degli individui rispetto agli interessi del mercato, prevede la privatizzazione pressoché totale della sanità e dell’istruzione, per non parlare della soppressione dei criteri di sicurezza per il cibo e per l’ambiente.

Ovviamente Renzi, attraverso il suo Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, non vede l’ora di affossare gli italiani con questa ennesima randellata chiamata TTIP.

Renzi ha una indubbia vocazione a falcidiare i diritti costituzionali, e il suo vassallo Calenda non è da meno.

Calenda politicamente nasce con Montezemolo e con Italia Futura, un pensatoio di imprenditori annoiati che avrebbero fatto meglio a continuare a discutere di tauromachia e gran premio.

L’approvazione del TTIP fortunatamente sta incontrando decise resistenze da parte di altri Paesi europei e questo non consentirà facilmente a Renzi e Calenda di catapultarci in una deriva dannosa.

Né può trascurarsi un aspetto preoccupante legato all’assenza di trasparenza che continua a mantenere nella segretezza molte parti del TTIP al fine di impedire ai popoli europei di prendere a calci (metaforicamente) in tempo utile i politici che potranno rendersi complici della sua approvazione.

E visto che il TTIP in Europa mostra di non avere facile approvazione, Calenda si è affrettato a sponsorizzare il CETA – Accordo Economico Commerciale Globale – Comprehensive Economic and Trade Agreement, un altro trattato di libero scambio con il Canada attraverso il quale, peraltro, gli USA potrebbero aggirare gli ostacoli della mancata approvazione del TTIP.

Calenda è arrivato addirittura a sostenere che per l’approvazione del CETA si potrebbe evitare la ratifica parlamentare dei singoli Stati, facendo valere in via diretta l’approvazione della Unione Europea.

A quanto pare a Calenda non hanno detto che fino a quando avremo questa Costituzione la Sovranità popolare non appartiene a lui ma agli italiani, e che il Parlamento è ancora sovrano nelle ratifiche di alcuni trattati internazionali.

Certo Napolitano ci ha impedito di avere un parlamento legittimo e oggi ci ritroviamo con un Parlamento di usurpatori, ma prima o poi dovremmo pur eleggerlo un nuovo Parlamento e personaggi come Renzi e Calenda potrebbero tornare ad occuparsi di sceneggiati televisivi e giochi a quiz, visto che per quelli non è richiesta l’osservanza dei principi fondamentali della democrazia.

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