Campagna Tesseramento 2017
Sostienici con il tesseramento o con una donazione

 

Effettua il versamento

Sakineh - uccidetela! 30/09/2010

 

Prima che si sollevino senza appello forche e torce contro di me e il titolo ampiamente provocatorio vi propongo di proseguire nella lettura, poichè adoperarsi nella ricerca di verità, nella scoperta e curiosità permette di non instillare all'interno delle nostre già traviate menti il germe del pregiudizio.

Come tutti abbiamo potuto leggere e apprendere dalla cronaca, una donna, tale Sakineh Mohammadi Ashtiani, sta per essere messa a morte per aver preso parte, stando a ciò che ci perviene dalle fonti di informazioni, all'omicidio del proprio marito oltre che per adulterio. Accantonata la pena della lapidazione prevista e, messo da parte il reato di adulterio per il quale teoricamente si prevedeva l'esecuzione post impiccagione, questa donna stando alle ultime cronache starebbe per finire i propri giorni appesa ad una fune o per dirla poeticamente alla Quasimodo "...ciondolante agli alti pali".
Senza dubbio, un evento tragico, un evento che come ogni altro conferma ogni giorno che passa la brutalità dell'essere umano verso i propri simili, ma a ben vedere, non sono le azioni tanto a generare il male, quanto invece quella statica esistenza che è accomodante su tutto ciò che riguarda se stessa e intollerante e bellicosa quando riguarda gli altri.

Si, perchè il problema che si riscontra in questo tragico fatto di cronaca, come nei precedenti fatti raccontatici dalla nera, presenta delle anomalie, delle contraddizioni, delle interferenze condizionate da un modus vivendi tutto occidentale.

Partiamo da una prima considerazione: Il ruolo dei mass media. 
Come molti avranno avuto modo di notare, i mass media pur ricoprendo un ruolo necessario all'interno del panorama dell'informazione mediatica spesso e volentieri travisano, volutamente e non, la realtà dei fatti amplificando dettagli e inabissando verità secondo lo share.
Nel caso specifico, l'indignazione pubblica per una condanna tanto arcaica quanto cruenta ha rimesso in modo quei sentimenti di odio verso culture profondamente arretrate, considerate sporche, meschine, culture dell'odio per dirla alla Berlusconi. Luoghi dove la libertà democratica non si conosce, dove vigono ancora sessismo, integralismo religioso, degrado culturale, violenza. Se da un lato questa visione mette d'accordo tutti e alimenta quel fuoco mediatico pro Sakineh, dall'altro mette in luce anche il grottesco di questo popolo di infedeli occidentali.
Si, perchè non si può certo ignorare che mass media con interessi miliardari e lobby, controllate e gestite anche da multinazionali che con l'informazione hanno ben poco a che fare, siano potenzialmente in grado di manipolare l'opinione pubblica e di dirottare certi tipi di sentamentalismi proprio dove occorra. Andando a rimarcare senza tanti complimenti la necessità di intervenire a tutti i costi per prevenire future simili barbarie. 
Dov'è che crolla questo spirito solidale dunque? Esso crolla nel pretendere di focalizzare l'attenzione verso il medio oriente, dimenticando che di Sakineh è pieno il mondo e che queste, muoiono come mosche in ogni angolo del pianeta ogni singolo giorno. Ciò che pare dunque strano, senza voler essere maliziosi, è che vi siano ragioni che ancora possiamo solo ipotizzare, alla base di campagne mediatiche pronte a propinarci le peggiori nefandezze dei nostri fratelli musulmani.
Questa ipotesi è tristemente lungi dall'essere solo una ipotesi, dato che i media hanno da sempre prodotto informazione per conto di gruppi finanziari, partiti politici e poteri occulti, arrivando a creare notizie di sana pianta pur di mobilitare quel sentimento di odio e intolleranza, cercando di tenere vigili la propria popolazione proclamando fantomatici attentati, sparandoli nell'etere come certezze assolute. La storia dell'informazione ne è piena purtroppo e ciò che si fa fatica a vedere è quella orwelliana agenda che giorno dopo giorno tende a diventare sempre più concreta.
"Occorre fare guerra all'islam per poter fermare simili barbarie!" - Così sembrano tuonare ai vertici degli stati occidentali. "Occorre portare in quei luoghi la pace, la libertà e la democrazia!". A prima vista tutto ciò può sembrare sensato, ma prima che possiate dare il vostro voto a simili ciarlatani occorre meditare seriamente, e con quel tocco di dietrologia che spesso si è rivelata utile, su a chi possa giovare l'imbastire simili "missioni di pace". 
Quello che viene da pensare è che si stia tentando come al solito di esasperare il sentimento popolare di fronte a simili episodi per ottenere ancora più leggittimità per azioni militari in quei luoghi. Guarda caso, sempre il medio oriente, patria del petrolio. 
Perchè non indignarsi per le migliaia di donne giornalmente stuprate, mutilate, smembrate in Uganda, Congo, Sudan? Perchè non indignarsi del mercato delle baby prostitute dei paesi orientali? Perchè tutto l'occidente sembra catalizzare solo la propria attenzione verso questa donna?
Perchè ad esempio non sollevare una indignazione di massa verso un nostro storico alleato, l'America, il quale dalla sua fondazione ha usato la violenza per imporre i propri obiettivi, non si è fatta scrupolo dei diritti umani e ancora oggi persegue nella pratica della pena di morte? Quante donne sono morte con uno sparuto manipolo di protestanti al di fuori delle carceri?
Eppure, non ci dovrebbe essere alcun tipo di differenza. Un omicidio è un omicidio, teoricamente trattandosi dello stesso contesto, non dovrebbe esistere alcuna differenza tra detenute occidentali e detenute medio orientali che uccidono. Eppure, nessuno in Italia, sembra voler sollevare polveroni verso i nostri alleati storici. Per quale motivo? perchè sono più forti di noi? o perchè rischieremmo di compromettere i nostri rapporti commerciali e diplomatici? Quindi è lecito pensare che sia il nostro interesse economico, politico e diplomatico a frenare i nostri istinti di indignazione. E se quindi il nostro interesse è di non protestare contro i nostri alleati, il nostro interesse a protestare verso una simile condanna in cosa consisterebbe? quale ruolo ci sarà per l'Italia se si indignerà? Cosa ne guadagnerà? potere? soldi? alleanze ancora più forti? a voi la scelta...

Ho titolato questo post, in modo brutale. Perchè? Perchè quella donna merita di morire. Ma non per i reati che può aver commesso, siano essi reali o manipolati dal governo iraniano o peggio ancora estremizzati da una informazione che mira ad un obiettivo occulto; Sakineh deve morire perchè questa è ciò che prescrive la legge di una nazione.
Noi italiani, siamo maestri nell'indignazione, se ci toccano i monumenti, la pizza, il nostro made in Italy saliamo sul podio e non lesiniamo sentenze verso coloro che osano mettere in discussione il nostro modo di essere e di vivere. Quell'onore al nazionalismo, alla bandiera, ai martiri di guerra, alle tradizioni secolari, al culto.
L'Italia prentende che non vengano toccate nessuna delle componenti che fanno parte di essa. Guai a voi che intendete rimuovere i crocefissi; guai a voi che non fate il saluto alla bandiera; guai a tutti coloro che osano mettere in dubbio il governo, lo stato, i singoli politici.
Ci si indigna, si ricorre all'assoluto e inviolabile rispetto per la cultura e la tradizione italiana. La si pretende a gran voce, la si impone a coloro che ne dissentono perchè così deve essere secondo loro. Perchè dunque un paese tanto devoto alla tradizione dovrebbe poi pretendere che altri paesi con tradizioni differenti mutino se stesse e si ravvedano su quegli aspetti che non sono consoni ai NOSTRI usi?
Lo stesso vale per le leggi. Ci aspettiamo che si rispettino le leggi dello stato italiano, ci si prostra davanti a una costituzione, alla magistratura, agli organi di giustizia, ma nuovamente si diviene incapaci di accettare lo stesso dagli altri.
Ogni popolo ha le proprie leggi, e se ogni popolo è diverso per tradizione, cultura, religione sembrerebbe scontato che chi pretenda il rispetto delle proprie debba accettare anche il rispetto di quelle altrui.
Una cultura che nasce e cresce con certi valori va purtroppo rispettata allo stesso modo in cui noi rispettiamo e pretendiamo il rispetto per quelli nostri. Se volete rinunciare a tale rispetto, dovrete altresì rinunciare a quelle tradizioni, usanze, culti etc che sono in contrasto con altre culture e altre nazioni. 
Qui si pone il punto nodale dal quale questo post è scaturito.
Il rispetto delle tradizioni, di chi ritiene che le nostre origini debbano essere tutelate e rispettate; di coloro che ritengono l'Italia una nazione dalle origini cristiane, che vive nel praticare cerimonie cruente fino ai giorni nostri ,come i famosi "battenti"; che impone forzatamente i propri simboli e la propria ideologia indiscriminatamente a tutti ed è disposta a chiamare "sporco negro" un immigrato e dargli fuoco senza problemi, è una condizione che ci porta ad essere non tanto diversi da quei popoli medio orientali che hanno poca considerazione del genere umano. 
Chi difende la tradizione è il vero assassino di Sakineh. Perchè rinuncia al valore della vita umana per una legge, una tradizione, una religione.
Siamo obbligati ad ucciderla perchè il non farlo è un controsenso per la nostra stessa esistenza. Un controsenso che non ci fa mai gridare allo scandalo per le malefatte che avvengono nel nostro territorio. Per quale motivo? perchè siamo parte di essa, siamo nati e cresciuti con questi usi e costumi e ormai fanno parte di noi. Solo chi è esterno a noi può considerarci scellerati. Solo chi ha la presunzione d'essere di cultura superiore si indigna verso gli altri ma mai verso se stesso. Sakineh muore perchè si preferisce rimanere immobili e immutabili piuttosto che accettare il cambiamento. E questa immobilità è alla base del pregiudizio.
Il pregiudizio pone delle "regole" induttive basate su nient'altro che errate percezioni e considerazioni dettate dal proprio desiderio di non mutare gli eventi. Perchè il mutamento è caos; è incertezza; è una forza vibrante che ci distingue dalla materia morta. Morta, come lo sarà a breve Sakineh Mohammadi Ashtiani.
Fabrizio Chiruzzi
 
 
 
 
 
ritorna alle news
Altre News
DA COMMISTIONE A SIMBIOSI
Principio di laicità disatteso
Leggi tutto
DESIO - 18 NOVEMBRE 2017
Incontro con tesserati e simpatizzanti
Leggi tutto
TORINO 11 NOVEMBRE 2017
Incontro con tesserati e simpatizzanti
Leggi tutto