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Repetita iuvant 31/10/2012

 Registriamo una richiesta insistente affinchè Democrazia Atea prenda una posizione ufficiale sulle manifestazioni degli studenti che si sono svolte in tutta Italia la settimana scorsa, e sul rabbioso atteggiamento della pol izia.

Sulla ufficialità della dichiarazione richiesta esprimiamo un dubbio interpretativo perchè un intervento era già stato espresso dal Vice Segretario del Partito. 

Si riporta integralmente il citato intervento sull'argomento: 

 

" Manifestazioni degli studenti in tutta Italia , strana reazione della Polizia , si ! ho detto strana , perchè quando ci sono casi isolati di reazioni violente da parte delle forze dell'ordine il tutto è riconducibile al soggetto che ne ha fatto uso. Ma quando la reazione è generalizzata da Milano a Palermo , comincio a credere, a buon ragione , che ci siano ordini e direttive superiori , molto superiori , superiori anche ai dirigenti della Polizia stessa , provate voi a pensare là sopra chi può esserci " .

 

Questa sintesi, è di tutta evidenza che da qualcuno non è stata ritenuta idonea a rappresentare la posizione ufficiale del Partito, vista la richiesta pervenuta.

E' pacifico che se la polizia ha avuto reazioni rabbiose e violente nei confronti dei manifestanti, limitarsi ad esprimere una condanna oltre che apodittico significa danzare nel circo dell'ovvio.

A un dirigente di partito, quale è il Vice Segretario, competeva esprimersi sul perchè di quegli ordini, sul perchè di quelle direttive.

Il poliziotto che ha agito in modo violento e sul quale non si è aperto un procedimento disciplinare, va da sè che ha aderito ad un ordine ricevuto la cui responsabilità penale resta personale, ma quella politica è riconducibile al Ministro degli interni.

Democrazia Atea già in passato, in occasione di una manifestazione a Roma nel corso della quale le forze dell'ordine si erano rese responsabili di pestaggi violenti contro i cittadini inermi, aveva inoltrato una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma chiedendo che le responsabilità delle forze dell'ordine venissero vagliate.

Non comprendiamo alla luce di quali considerazioni si possa pensare oggi, da parte di taluni, che la linea politica del Partito contro la violenza inaudita e ingiustificata delle forze dell'ordine possa nel frattempo essersi modificata.

In ossequio al motto latino "repetita iuvant" (ripetere giova), ribadiamo ciò che per noi, e fortunatamente per la maggior parte dei demoatei, è un concetto assimilato, scontato e inequivoco: Democrazia Atea è contro ogni forma di violenza, sia essa compiuta da rappresentanti delle forze dell'ordine che da qualunque altro soggetto.

 

La Segreteria Nazionale

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