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RADIO MARIA E IL 5X1000 11/11/2015

Un altro pozzo senza fondo è Radio Maria, una emittente radiofonica che nel 2005 costò allo Stato italiano circa un milione di euro per rimodernare le sue strutture.

Oggi prende il 5x1000 ma di certo non sono soltanto questi i suoi introiti.

Nessuno vuole limitare la libertà religiosa e una radio che faccia propaganda della propria ideologia rientra a pieno titolo nella libertà di espressione.

Il confine della libertà religiosa risulta travalicato, però, se il direttore di quella radio, nel caso di specie tale Livio Franzaga, che si fa chiamare padre anche se non risulta che abbia figli, dà fiato alle corde vocali con ciclici comunicati di incitamento all’odio raziale, di incitamento alla discriminazione di genere, di incitamento all’odio verso chi non è credente.

E’ legittimo indignarsi se lo Stato italiano finanzia una radio nella quale si augura il cancro agli atei oppure si invoca l’impiccagione di giornalisti che hanno fatto luce sulla corruzione vaticana, come Nuzzi e Fittipaldi.

Il cattolico Franzaga non ha pronunciato una sola parola contro i corrotti ma ha elargito veleno a pioggia contro chi ha disvelato il marcio clericale, e Bergoglio, se tace, è perchè acconsente.

In uno Stato civile il contributo del 5x1000 non dovrebbe essere concesso ad organizzazioni che si pongono in contrasto con i principi costituzionali.

E Radio Maria non fa propaganda religiosa, ma fa discriminazione religiosa, addestrando masse incolte alla inciviltà.

Non sarà possibile fermare questa deriva fino a quando non si troverà il modo di interrompere il flusso di denaro che finanzia questo fondamentalismo.

La complicità del Governo italiano in questa vicenda è vergognosamente scontata.

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