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ONOREVOLE PRESIDENTE BOLDRINI 31/03/2013

 On.le Presidente della Camera dei Deputati

Dott.ssa Laura Boldrini

Piazza Montecitorio 00186 ROMA

 

Onorevole Presidente,

abbiamo accolto con misurata soddisfazione la Sua nomina che si è posta in discontinuità rispetto ai Suoi predecessori.

Nel Suo discorso Lei ha espresso un indirizzo che non poteva non essere condiviso.

Tuttavia, con rammarico, abbiamo constatato che Lei ha rivolto un saluto al rappresentante della comunità cattolica omettendo qualunque saluto alle rappresentanze delle altre religioni e ancor di più un saluto ai cittadini italiani che non professano alcuna religione.

Rammaricati per una disattenzione verso la minoranza atea e le minoranze non cattoliche, che si protrae ormai da troppo tempo, abbiamo valutato che il principio di laicità nel Suo discorso era stato disatteso.

Non sfugge che il rappresentante della comunità cattolica coincida con il Capo dello Stato vaticano e la contemporanea elezione del Monarca vaticano avrà sicuramente determinato in Lei un sentimento di partecipazione.

Siamo vigili perché le attenzioni per alcuni si risolvono inevitabilmente in disattenzioni per gli altri e la nostra sensibilità ci ha indotto in allarme quando il saluto al nuovo Capo di Stato vaticano è stato da Lei espresso dallo scranno della Presidenza.

La Sua recente dichiarazione di auspicio affinché il Capo di Stato vaticano possa varcare la soglia della Camera dei deputati è per noi una grave offesa alla laicità delle nostre istituzioni.

Ricordo a me stessa che nello Stato vaticano non sono rispettati i diritti umani, non si svolgono libere elezioni e il ruolo della donna è degradato ad un tale pasticcio di credulonerie che si stenta ad averne razionale comprensione.

"Ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani" così recita la nostra Costituzione alla quale Lei ha fatto un pregevole richiamo.

E allora Le chiedo di onorarla e di non permettere che il potere temporale della Chiesa trovi in Lei una sponda di restaurazione.

I gesti simbolici restano incisi nella storia più di quanto non si voglia, e il principio di laicità sarà svuotato di speranza se un Capo di Stato vaticano reiterasse la triste visita a suo tempo offerta a Karol Wojtyla.

Chiediamo rispetto per le minoranze atee e non cattoliche, il Parlamento rappresenta anche loro.

Con alta considerazione.

 

Carla Corsetti

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