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OLTRAGGIO 18/04/2016

 

OLTRAGGIO

L’astensione non è una scelta quando l’intero sistema democratico è in bilico, al punto che un Presidente del Consiglio, temendo che i cittadini possano esprimersi, li convince a non votare.

Si può legittimamente valutare che i quesiti referendari richiedevano cognizioni specifiche che esulavano dalle competenze comuni.

Si può anche legittimamente valutare che il voto, in una direzione o nell’altra, non avrebbe inciso immediatamente e significativamente sulla produzione petrolifera italiana.

E tuttavia la complessità della materia referendaria poteva giustificare una scheda bianca, non una astensione.

L’astensione è una offesa verso coloro che sono andati a votare, è una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha comunque espresso la propria posizione, è la deresponsabilizzazione politica per eccellenza.

Dire che l’astensione è una scelta è una contraddizione urticante.

Oggi il 68% degli italiani ha detto a Renzi, al compagno della Guidi, alla Total, all’Eni e a tutti coloro che attorno alle energie fossili hanno interessi economici e di potere, che hanno carta bianca e che potranno continuare a navigare a vista senza un piano energetico nazionale che vada nella direzione del rispetto dell’ambiente e delle energie rinnovabili.

L’unico potere concesso ai cittadini è il voto e dopo questo referendum non potremo di certo mettere su un piano paritario “votanti” e “astensionisti”.

Non sono uguali, perché gli uni hanno caparbiamente difeso il loro diritto/dovere di voto, gli altri oltre che vanificare il proprio, hanno oltraggiato pesantemente e con indifferenza, chi è andato a votare.

Un dato sul referendum appeno svolto è necessario: ha votato il 32% degli aventi diritto ovvero circa 14 milioni di cittadini, e circa 12 milioni di cittadini hanno espresso un sì, ma questo dato numerico non è stato sufficiente per impedire di incidere sulle sorti di una concessione petrolifera.

Se i meccanismi dell’italicum fossero stati applicati al referendum, e se anziché votare 14 milioni di cittadini, avessero votato, al ballottaggio, appena la metà, ovvero 7 milioni, i vincitori avrebbero preso la maggioranza del 54% dei seggi in Parlamento, avrebbero eletto il Presidente della Repubblica, avrebbero nominato i giudici della Corte Costituzionale, avrebbero controllato tutti i 100 senatori del nuovo Senato, avrebbero nominato tutti i vertici delle aziende di Stato, avrebbero nominato i vertici della Rai, avrebbero avuto un esecutivo con un potere assoluto senza contrappesi.

Chi continuerà ad astenersi, con queste prospettive, è un nemico della democrazia, e non avrà scusanti

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