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Le energie rinnovabili e le scorie nucleari 31/12/2010

 

 

 Le rinnovabili in Italia sono state sinora soggette a fortune singhiozzanti. 

Da un lato appare evidente il favore dell'opinione pubblica, così come la grande spinta verso la crescita di questo settore che è tra gli unici al momento in controtendenza con la crisi dilagante.

 Le principali e più tangibili ricadute positive si possono individuare nella crescita occupazionale e nel risparmio in termini di emissioni di CO2. 

Naturalmente non è da sottovalutare anche il fatto che in sede europea ci sono stati imposti degli obiettivi ben precisi, con la famosa direttiva 20/20/20. 

Obiettivi che vanno raggiunti. 

Dall'altro lato, però, l'avanzata delle rinnovabili è stata finora spesso intralciata da ostacoli di natura tecnica (l'inadeguatezza delle reti, in particolare: le modulazioni di rete si traducono in forti sprechi e perdite anche ingenti per i produttori, anche se si segnala il recente impegno in direzione migliorativa) e soprattutto politico/amministrativa. 

Le istituzioni talvolta diffondono notizie distorte, spesso false, che tendono a presentare alla popolazione un'immagine delle rinnovabili come qualcosa di demagogico e antieconomico, in sostanza inutile e dannoso a causa dell'impatto paesaggistico ad es. dei parchi eolici.

Ne sono un chiaro esempio le esternazioni di Tremonti, che ha grossolanamente "bocciato" le rinnovabili dipingendole come un fallimento utile solo ai loschi fini di attori contigui alla criminalità organizzata. 

Le energie rinnovabili hanno subito inoltre l’ostacolo di un ambiente normativo assolutamente instabile e fortemente disomogeneo a livello regionale.

Le linee guida nazionali per il rilascio dell'autorizzazione unica risalgono a qualche mese fa ed erano attese da sette lunghi anni durante i quali i criteri per il rilascio sono stati delegati alle regioni che hanno fatto un po' come pareva a loro, in alcuni casi introducendo criteri incostituzionali (cosa confermata da sentenze della corte costituzionale anch'esse recenti). 

Lo Stato delegava, le regioni eseguivano (a volte male), poi lo stato impugnava e il caos era totale. 

Ogni tanto poi bisogna fare i conti con i tentativi di assalto da parte del governo. 

L'orizzonte verso il quale puntano, è evidente, ha le forme di una centrale nucleare. 

Discorso a parte meritano i problemi "giudiziari". 

I recenti scandali hanno reso chiaro a tutti che le rinnovabili rappresentano una torta appetibile per falchi dai nomi più o meno noti. 

Da questo discorso si può forse trarre spunto per quanto concerne il nucleare. 

Se le organizzazioni criminali si sono già tuffate sulle pale eoliche, cosa succederà con il nucleare?

Chi ci garantisce che queste organizzazioni non si infiltrino anche lì, mettendo a rischio una sicurezza che già di per sé è solo teorica e magari arrivando -ad esempio- ad accaparrarsi la gestione e lo smaltimento delle scorie radioattive, che al momento rappresenta la grande incognita del nucleare? 

Dove andranno a finire queste scorie? 

Non sono ancora state individuate soluzioni per questo e ciò significa che da un lato hanno fretta di implementare progetti per i quali non hanno nemmeno definito i dettagli più importanti, in secondo luogo che quando parlano di economicità dei progetti nucleari MENTONO spudoratamente, poichè la voce "smaltimento" naturalmente avrà dei costi che attualmente non è possibile calcolare.

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