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LA VOCE DEL MARTIRIO 18/04/2015

LA VOCE DEL MARTIRIO

La politica mondialista di Bergoglio delinea le sue strategie verso est.
Nel 2016 a Istanbul si terrà il Concilio delle chiese ortodosse, il panortodosso, e sarà presieduto dal patriarca di Costantinopoli, il Papa ortodosso. 
Bergoglio, da mesi, ha stabilito con l’attuale Papa di Costantinopoli un asse non trascurabile, proprio in vista del prossimo Concilio ortodosso.
La storica rivalità tra il patriarca di Costantinopoli e il patriarca di Mosca si ripresenterà anche nel Concilio panortodosso.
Le alleanze si stanno già strutturando e mentre il patriarca di Mosca già gode dell’appoggio di Putin, il patriarca di Costantinopoli non può vantare alcuna affinità con l’integralista islamico Erdogan.
Il Papa ortodosso non trascura quindi di ricevere supporti esterni alla Turchia, come quello che arriva dal Papa cattolico.
Durante il suo viaggio in Turchia, Bergoglio non si è limitato a stipulare una intesa con il patriarca di Costantinopoli, ma ha mandato qualche stoccatina anche al patriarca di Mosca sulla questione ucraina.
Nei giochi di forza sottesi al progetto di un cristianesimo mondialista improntato all’esaltazione del martirio dei cristiani, Bergoglio sta tessendo le sue alleanze per una sua leadership sui potentati cristiani, nel contrasto con il progetto di un islam mondialista, come quello di Erdogan, che ha mantenuto rapporti ambigui con lo jihadismo e in generale con il fondamentalismo.
La stampa turca in questi giorni parla di una cospicua somma di denaro versata dagli armeni nelle casse del Vaticano perché Bergoglio pronunciasse la parola ‘genocidio’ e non è poi così difficile pensare che sia possibile, e nel contempo la stessa stampa ricorda tutti i genocidi cristiani, a cominciare dal genocidio di 8 milioni di indiani americani.
Bergoglio, sapendo che in Turchia costituisce reato penale usare la parola genocidio per qualificare lo sterminio degli armeni, ha pianificato di influenzare i turchi provocandoli sul nazionalismo negazionista, in vista delle prossime elezioni di giugno.
Ci sarà un’avvocatessa armena a capo del partito di opposizione contro Erdogan il quale, per rafforzare il suo potere, ha già preannunciato che in caso di vittoria cambierà la Costituzione.
In questa politica si innesta il richiamo di Bergoglio al martirio armeno che lungi dalla reale volontà di consegnare alla storia una verità scomoda per il governo turco, ovvero che fu genocidio, ha avuto l’effetto di allontanare nuovamente la Turchia dall’Europa proprio mentre Erdogan sta sbriciolando tutte le legislazioni improntate al principio di laicità. 
Per una buona parte del popolo turco ancorarsi all’Unione Europea significa salvaguardare la laicità consegnatagli da Ataturk e contrastare l’islamizzazione integrale del Paese avviata da Erdogan, ma dopo le parole di Bergoglio sarà più difficile per i turchi difendere la laicità.
 
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