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La storia si ripete 30/09/2012

 

Giambattista Vico aveva teorizzato che la storia si ripete non perché si ripetono i fatti storici ma perché gli uomini sono sempre uguali a sé stessi, pur nell’apparente cambiamento.
La sovrapposizione di nomi e circostanze può costituire un valido espediente per dare conferma a questo assunto filosofico.
Possiamo prendere ad esempio la storia di Guglielmo Giannini, uomo dello spettacolo, e potremmo provare a sovrapporla a quella di Giuseppe Grillo.
Quando Guglielmo Giannini (Giuseppe Grillo) fondò il settimanale “L’Uomo Qualunque” (Blog di Beppe Grillo) pensava di dare voce, con satira e umorismo, a tutti coloro che si sentivano oppressi dalla classe politica.
Le modalità satiriche erano di facile approccio. 
I nomi dei personaggi politici venivano deformati e così Calamandrei diventava Caccamandrei e Vinciguerra diventava Perdiguerra ( Mario Monti / Rigor Montis , Veltroni / Topogigio).
Una tragedia personale, la morte del figlio (la morte di due amici e del loro figlio) aveva radicato in lui un odio indiscriminato verso tutti i politici, indipendentemente dalle appartenenze a questo o a quel partito.
Cercò di entrare nel Partito Liberale (Partito Democratico) assieme ai suoi sostenitori, ma ebbe il secco rifiuto di Benedetto Croce (Pierluigi Bersani).
Fondò allora una sua organizzazione politica ma avversando la parola “partito”, lo chiamò “Fronte dell’Uomo Qualunque” (Movimento 5 Stelle) che fu subito criticato come un tentativo di ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista, (movimento di matrice fascista).
Per quanto personalmente avesse professato una distanza dal partito fascista, molti dei suoi seguaci si ritrovavano ad appoggiare organizzazioni come i Fasci d’Azione Rivoluzionaria (Casa Pound).
Il Fronte dell’Uomo Qualunque rifiutava qualunque forma di ideologia, qualunque forma di politica (antipolitica) sostenendo che lo Stato ha solo la necessità di essere amministrato da bravi amministratori.
I punti programmatici del Fronte dell’Uomo Qualunque potevano riepilogarsi in 5 obiettivi fondamentali: 1)Lotta al comunismo; 2) Liberismo economico individuale; 3) Limitazione del prelievo fiscale; 4) Lotta al capitalismo della grande industria; 5) Negazione della presenza dello stato nella vita sociale del Paese (5 tematiche al centro del M5S: 1) acqua pubblica; 2) trasporti; 3) sviluppo; 4) connettività; 5) ambiente).
Il Fronte dell’Uomo Qualunque aveva un motto: “Non ci rompete più le scatole” (Vaffanculo).
Nella prima esperienza elettorale all’Assemblea Costituente il Fronte dell’Uomo Qualunque riuscì a far presa sugli scontenti, soprattutto sugli ex fascisti (ex PDL e ex Lega Nord) i quali, abituati al partito unico fascista, vedevano nella molteplicità dei partiti l’origine di tutti i mali e non accettavano il fatto che invece i partiti erano espressione democratica della popolazione.
Il Fronte dell’Uomo Qualunque ebbe una straordinaria affermazione alle amministrative nel 1946 a Roma (Parma 2012).
L’anno successivo il Fronte dell’Uomo Qualunque, indebolito da una visione esclusivamente orizzontale e in assenza di una progettualità verticale, quella che consente di amministrare lo Stato, cominciò a sfaldarsi e le sue componenti confluirono in parte nel Partito Nazionale Monarchico e in parte nel Movimento Sociale Italiano.
Secondo Giambattista Vico ciò che si prospetta come “nuovo” nella storia è quasi sempre paragonabile, per analogia, a ciò che già si è manifestato e così, ad epoche di civiltà, possono sempre seguire epoche di “ritrovata barbarie”.

 

 

Carla Corsetti 

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