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LA SINISTRA 10/09/2018

Le elezioni svedesi registrano un aumento della sinistra attorno all’8%.

E’ decisamente un ottimo segnale di ribellione contro il neoliberismo predatorio europeo che tuttavia non è ancora debellato e che continua ad esprimere neofascismi e neonazismi.
Il partito nazista svedese, attorno al 18% alle elezioni politiche, è la conferma che il neoliberismo è arrivato alla sua massima espressione, la sua ideologia delle disuguaglianze e della eliminazione dei ceti più deboli, trova un braccio esecutivo nello stesso sottoproletariato, violento e antidemocratico.
Questi dati non riguardano solo la Svezia ma sono importanti anche per gli altri Paesi europei, sono un segnale inequivocabile su come andranno le imminenti elezioni europee.
E quando i partiti nazisti e fascisti avranno, presumibilmente, una consistente rappresentanza nel Parlamento europeo, il disegno di repressione della Troika combacerà con i desiderata di Bannon e della peggiore destra americana. 
Pensare che i voti xenofobi e fascisti siano una forma di ribellione ai sistemi neoliberisti e di austerity, è un’autentica castroneria.
Il neoliberismo ha bisogno di Orban, ha bisogno di Salvini, ha bisogno di Akesson, ha bisogno di Erdogan e ha bisogno anche di spostare i campi di concentramento fuori dall’Europa, perché Dachau e Aushwitz sarebbero stati troppo sfacciati, meglio Tripoli.
Il capolavoro della Troika sta tutto lì, nei rigurgiti neonazisti e neofascisti ampiamente previsti e pianificati, per ridurre gli spazi di protesta, con governi autoritari e illiberali.
Alla costruzione illiberale e liberticida neoliberista in Europa hanno grandemente contribuito i partiti socialdemocratici e di centrosinistra, e la maggiore responsabilità in Italia è del PD.
Risuonano ancora le parole pronunciate da Rosy Bindi prima delle elezioni europee del 2009, quando disse che non voleva “morire socialista”, e nell’alternativa tra socialismo e barbarie, ha contribuito a portare l’Italia verso la barbarie.
Le formazioni fasciste e naziste sono l’altra faccia della medaglia di una Unione Europea che ha già pianificato la repressione delle masse popolari con il trattato di Velsen, un trattato che istituisce una gendarmeria europea non soggetta a nessuna magistratura, incaricata di reprimere le rivolte popolari ove turbassero l’ordine pubblico, e persino esente da forme di risarcimento.
Nonostante il PD fosse all’opposizione del governo Berlusconi, ha votato favorevolmente all’approvazione del Trattato di Velsen.
Recentemente Noam Chomsky ha detto: "Il popolo si sta rivoltando contro le élite che lo hanno ingannato”.
Da noi le élite maggiormente responsabili della deriva neoliberista possono identificarsi con Renzi, Franceschini, Boschi, Bersani, Finocchiaro, Veltroni, solo per citarne alcuni, e l’inganno ulteriore costoro l’hanno consumato anche consentendo che la popolazione li identificasse come partito di sinistra mentre si erano barbaramente accomodati a destra. 
L’affermazione del Vänsterpartiet (Sinistra) in Svezia fa ben sperare che c’è ancora margine per ricostruire una Europa dei popoli e del lavoro in un afflato internazionalista, ma la premessa perché ciò accada è che i Trattati neoliberisti, responsabili storicamente di aver determinato le derive neofasciste e neonaziste, vadano stracciati e sostituiti con una Costituzione europea approvata dagli stessi Popoli europei, proprio come diceva Altiero Spinelli.

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