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LA SERVITU' 25/05/2017

Riepiloghiamo.

Trump, il cui potere appare inversamente proporzionale al suo quoziente intellettivo, è arrivato a Roma.

Imponenti misure di sicurezza, la città blindata, itinerari secretati, reparti speciali di polizia, tutto a spese dell’Italia e costui appena sbarca su suolo italiano, mica va a salutare il nostro Presidente della Repubblica, ma va a salutare il monarca dello Stato confinante.

Un bailamme assurdo per accogliere un uomo che non sa né parlare né tacere, e che, ciononostante pensa di essere il padrone del mondo, e quindi anche dell’Italia.

Trump è consapevole che in Italia c’è un altro potente con il quale contendersi la Nazione, ovvero Bergoglio.

Ma ognuno non interferisce nelle aree di influenza dell’altro.

Trump continuerà a dettare la politica militare obbligandoci ad impegnare 64 milioni di euro al mese per le spese militari, con obiettivo di arrivare a 100, e con la Pinotti non poteva trovare esecutrice migliore.

Bergoglio invece manterrà le scuole, la sanità e l’informazione.

Oggi si sono incontrati e hanno finto cordialità davanti a fotografi e telecamere.

Un potente che si rispetti prima di andarsene saluta la servitù.

E così Trump prima di ripartire è passato a salutare anche Mattarella e Gentiloni.

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