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INCOMPATIBILI TOLLERANZE 25/07/2015

 INCOMPATIBILI TOLLERANZE

 

La nostra civiltà europea si è tendenzialmente conformata alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’Assemblea Generale delle nazioni Unite nel 1948.

Le società islamiche hanno invece elaborato una Dichiarazione Islamica dei Diritti dell’Uomo, proclamata presso l’Unesco e firmata a Parigi nel 1981.

Per quanto le due Dichiarazioni abbiano apparentemente alcuni punti di contatto, in verità v’è un contrasto incolmabile e insanabile.

Il modello sociale sotteso alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo è laico e libertario.

Il modello sociale sotteso alla Dichiarazione Islamica dei diritti dell’Uomo è teocratico e i diritti esistono solo in quanto promanazione della legge divina.

Non esiste, né potrà mai essere elaborata una legislazione di raccordo tra le due Dichiarazioni.

Non esiste alcuna possibilità che una mentalità teocratica possa trovare un punto di incontro con una mentalità laica e libertaria.

L’una è la negazione dell’altra.

Il multiculturalismo, proteso a salvaguardare le specificità culturali e religiose, se trova una sponda legislativa con la Dichiarazione Islamica dei Diritti dell’Uomo, diventa l’innesco di una pericolosità sociale esplosiva.

Inseguire l’integrazione con l’islam è una partita persa, almeno fino a quando le legislazioni nazionali che hanno adottato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo non dichiarino esplicitamente fuorilegge la Dichiarazione Islamica dei Diritti dell’Uomo.

E fino a quando non sarà stata dichiarata fuorilegge dalle legislazioni nazionali, non potremo nemmeno stupirci se immigrati islamici di seconda o terza generazione mostrino ancora di non aver accettato alcuna forma di integrazione con le società nelle quali sono nati e vissuti, plasmati in una contrapposizione che non essendo stata risolta a livello legislativo, li troverà sempre pronti alla difesa violenta delle loro credenze.

Occorre chiedersi come mai gli Stati nazionali europei , firmatari anche della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali, non abbiano mai assunto alcuna iniziativa per sottolineare, sotto il profilo legislativo, la incompatibilità dei precetti islamici con le nostre libertà fondamentali.

A ben vedere, però, anche le religioni praticate nell’Unione Europea hanno qualche canone fuorilegge, come ad esempio la negazione dell’assistenza sanitaria alle donne che scelgono la maternità consapevole.

Sorge il dubbio che tollerare le incompatibilità altrui sia la modalità più facile per evitare di mettere in discussione le incompatibilità delle religioni proprie.

 

Carla  Corsetti

 

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