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IL RESTO DI NIENTE 28/03/2015

IL RESTO DI NIENTE

Le critiche di Landini a Renzi non sono passate inosservate.

Ma Renzi non è in grado di replicare nel merito e allora attacca Landini sul fatto che tra Marchionne e la Fiom, ha vinto Marchionne, e lo fa con un sarcasmo davvero squallido.
Se fosse stato un uomo di sinistra, avrebbe valutato la difficoltà di Landini verso Marchionne con cosciente amarezza. 
Ma Renzi è un uomo di destra, privo di sensibilità costituzionale, e in tema di giustizia sociale il massimo che può fare è farsi scrivere da qualcuno un twitter sul proprio iphone.
Renzi sta con naturalezza dalla parte del “padrone”.
Di certo Landini è approdato al sindacato provenendo dal mondo del lavoro, mentre Renzi è approdato alla politica provenendo dalla “Ruota della Fortuna” di Mike Buongiorno.
Landini ha una formazione politica che lo porta a stare sempre dalla parte dei lavoratori.
Renzi ha la spregiudicatezza di chi lotta solo per se stesso.
In questa partita di involuzione sociale, ci si mette anche Debora Serracchiani, la quale ha rilasciato dichiarazioni preoccupanti circa il suo stato confusionale.
Ha detto che la riforma del Jobs Act è stata varata dal Governo e non si è resa conto che il Governo ha soltanto messo la firma su una proposta confezionata da Confindustria.
La Serracchiani si è spinta oltre e ha detto che quella del Jobs Act è una riforma “di sinistra”.
Siccome non risulta che abbia un deficit cognitivo o che abbia una patologia di dissociazione psichiatrica, la Serracchiani è sicuramente in malafede.
Anche lei fa parte di quella nutrita schiera di destrorsi che ritengono di essere di sinistra solo perché si sono iscritti al Partito Socialista Europeo.
L’unica sinistra presente oggi in Parlamento è SEL, un partito cattolico e privo di sensibilità sulle tematiche della laicità, incapace di rinnovare la propria segreteria anche dopo le imbarazzanti telefonate del suo Segretario ai proprietari dell’ILVA, e che non si fa scrupolo di coalizzarsi con un partito di destra, il PD, sia nelle elezioni politiche che nelle elezioni amministrative.
Benedetto Croce è stata forse l’ultima espressione della destra italiana antifascista.
Dopo di lui tutti i partiti italiani di destra sono stati fascisti.
Con il PD torna in Parlamento dopo molti lustri, un partito di destra antifascista, lontano dalla ideologia liberale di Croce, ma comunque antifascista.
Purtroppo è una magra consolazione, e per dirla con le parole di Striano, è “il resto che si deve al niente”.
Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea
 
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