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IL QUARANTACINQUESIMO 20/01/2017

Prendersela con la rozzezza di Trump è facile.

Prendersela con la sua misoginia è facile.

Prendersela con la sua ignoranza è facile.

Prendersela con la sua xenofobia è facile.

Pensare però che Trump sia un errore della storia è sbagliato.

Trump ha innescato un processo identitario con i suoi elettori che pochi politici sono stati in grado di mettere in opera.

Coloro che lo hanno votato perché era in grado di rompere gli equilibri del sistema costituito, sono stati una minoranza.

La maggior parte dei suoi elettori lo ha votato proprio per quelle caratteristiche che ripugnano alla razionalità e alla civiltà dei diritti umani.

E ora, dopo il suo discorso protezionistico e nazionalistico, dopo le dichiarazioni di Putin e dopo il discorso di Xi Jinping a Davos, possiamo dire che il mondo se lo spartiranno definitivamente in tre: USA, Russia e Cina.

Possiamo ipotizzare che la Gran Bretagna, che ha già incassato abbastanza con il colonialismo nei due secoli precedenti, è assai difficile che possa fare il bis, ad onta delle speranze della May, ma forse riuscirà a galleggiare al meglio del proprio opportunismo.

Quanto all’Europa se resterà avvitata al palo della austerità imposto dalla Germania, sarà destinata all’implosione, proprio come ce l’ha augurata Trump.

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