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Il paradiso fiscale 31/12/2012

 La Città del Vaticano è il più piccolo stato del mondo e si estende su 44 ettari di terreno. 

Ha 911 residenti di cui 532 cittadini i quali hanno un reddito pro-capite di € 407.000 annuo. 

Non produce beni e la sua economia (con i suoi profitti) si basa sugli investimenti, mobili e immobili, sul patrimonio esistente, le rendite e sulle rimesse delle diocesi sparse nel mondo.

Le diocesi sono 4.649 riunite in 110 Conferenze Episcopali.

Si tratta di una monarchia assoluta elettiva (ma ovviamente di diritto divino). 

Ha un’organizzazione piramidale e non democratica, a cui fa capo il Papa. 

La Santa Sede amministra i suoi beni e le sue società in tutto il mondo.

I suoi beni immobili (beni ecclesiastici) situati in altri stati godono in numerose nazioni, tra le quali l’Italia, di regimi privilegiati ed in alcuni casi di extraterritorialità che consentono l’esonero da imposizione di tasse.

Per questi regimi speciali, che valgono anche in tema di commercio, di contratti e di donazioni nonché per l’opacità della sua finanza, Città del Vaticano è stata annoverata dal London Daily Telegrapfnella top ten dei paradisi fiscali off shore. 

Il motivo fondamentale per cui è considerato un paradiso fiscale è che la banca vaticana non è stata sottoposta alle leggi internazionali sul controllo delle entità finanziarie e delle correlate raccomandazioni di organismi internazionali come l’OECD (OCSE) fino a pochi mesi fa.

Di fatto, l’ Istituto per le Opere di Religione (IOR) non è una banca con accesso diretto al sistema finanziario internazionale, ma si appoggia ad altre entità. 

Ciò permette una flessibilità e discrezione che costituisce di fatto il Vaticano come il paradiso fiscale per eccellenza. 

Lo IOR non ha nessun ufficio o sportello ed è l’unica banca a non avere uffici aperti al 

pubblico.

Negli ambienti vaticani circolava la voce che quando Giovanni Paolo II dopo lo scandalo del Banco Ambrosiano richiese la lista dei correntisti dello I.O.R. , ebbe come risposta dal consiglio dei cardinali la frase “spiacenti santità, ma la riservatezza dei clienti è sacra”.

 

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