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Il dibattito d'obbligo 31/03/2010

 Diciamolo pure, che piaccia o no, ormai un Partito che prenda per mano, in modo trasversale senza schemi di geometrie politiche, tutte le problematiche per affermare con decisione lo spirito laico di cui questo paese ha bisogno, esiste ! Piacerà non piacerà, il dato di fatto è che esiste e che è un soggetto politico del panorama sociale del nostro paese.
Ed in quanto esiste non si può girare lo sguardo dall'altro lato facendo finta di non vederlo.
Si dà una lettura del programma politico e si stabilisce che gli obiettivi etico-sociali, economici e politici in esso presenti non sono nemmeno da discutere in quanto sono gli stessi obiettivi che chiunque ha un minimo di coscienza laica porta nel suo DNA da quando ha cominciato a ragionare. Lo Statuto è una serie di norme che stabilisce come funziona al suo interno un partito e se non condiviso c'è sempre l'opportunità di cambiarne l'ossatura. Cosa rimane del dibattito ? Quali sono le priorità dei punti del programma, come il Partito deve ramificarsi sul territorio, con quali forze politiche esistenti intende creare un binario preferenziale di scambio, quali iniziative si ripromette di avviare per dare il via al suo percorso politico, ed innanzitutto una forte campagna di tesseramento che è la linfa se non economica ma di materiale umano disposto a lavorare per far conoscere il soggetto politico nascente e le sue linee programmatiche. Basta questo a capire che ci sarà bisogno di uno sforzo grosso e culturalmente di qualità, in quanto bisogna portare in superficie un pensiero che langue da troppo tempo nei sotterranei delle coscienze degli uomini.
Stabilire nel clericalismo più oltranzista l'avversario più agguerrito che si incontrerà nel proprio cammino, figuriamoci se la chiesa perderà l'occasione di appiccicare la patente di satanista a chiunque si cucirà il simbolo di DA sul petto, essere pronti a rispondere con temi politici agli attacchi che arriveranno senza farsi aspettare troppo da Oltretevere e non usare metodi diplomatici nei confronti dell'avversario, ma rimettere con continuità anche maniacale sul tappeto del dibattito i punti del programma politico , non cadere in disquisizioni filosofiche, a questo ci pensa il movimento d'opinione, ma rimarcare con forza i punti programmatici , dall' adozione di Leggi sul testamento Biologico alla difesa della 194, e portarli bene a conoscenza in modo che il popolo veda nel partito un soggetto politico volto al cambiamento di regole obsolete e non un manipolo di senza dio, quale vogliono farlo sembrare.
La mia non vuole essere una lezioncina di arroganza politica e culturale ma un contributo di esperienza che in minima parte ho.
Poi la la realtà quotidiana darà ragione o torto a tale iniziativa in virtù di come la si è saputa porre sul tavolo dei bisogni della gente.
Penso che il dibattito in atto abbia bisogno di grossi approfondimenti, contatti con i media, e principalmente una grossa diffusione in rete che è ormai l'anima di tutte le grandi iniziative sociali.

 

Salvatore Veneruso

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