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HABETIS PAPAM 31/03/2013

 Nello Stato confinante hanno eletto un nuovo monarca assoluto, un nuovo dittatore maschio, e la sua presentazione ai sudditi è stata penosamente accompagnata dalle note del nostro inno nazionale.

Insieme al tricolore l'inno è uno dei simboli dell'unità dell'Italia, e sentirlo suonare dal balcone del monarca vaticano ha rafforzato l'idea che il potere oggi si è vestito di una preoccupante discriminazione per chi non si sottomette alla casta clericale.

Bergoglio è stato eletto per fronteggiare una difficile partita sulla gestione dello IOR, che Ratzinger aveva perso, e che contrappone una frangia più spregiudicata e affarista con una frangia più possibilista verso forme larvate di trasparenza.

Si è dato, quale nome d'arte, quello di un delirante umbro che dopo aver commesso numerose nefandezze durante le crociate, incapace di reggere al senso di colpa, si era privato di tutte le ricchezze.

Il nome Francesco, cui la mitologia popolare associa la povertà, non sembra un segnale di vicinanza verso le popolazioni diseredate, ma in questa guerra di dossier sembra piuttosto un segnale per i banchieri che operano all'interno delle mura leonine: da domani le politiche finanziarie le gestirà Bergoglio e c'è da credere che qualcuno cadrà in disgrazia.

Anche perchè Bergoglio non viene da un ordine di monaci ucraini, lui è un gesuita.

I gesuiti da oltre 500 anni perseguono la finalità di educare le classi dirigenti con il preciso scopo di oscurare ogni forma di libertà civile e libertà religiosa in nome di una sottomissione globale alla dottrina cattolica che mal si concilia con le forme democratiche delle rappresentanze elettive e si sposa invece con le dittature, come ad esempio con quella argentina di Videla, feroce e sanguinaria.

I gesuiti sono abili, raffinati, agiscono come un ordine massonico, sono ricchissimi e hanno avuto nei secoli la capacità di gestire il potere nell'ombra, senza mai apparire allo scoperto.

Si organizzano come un esercito militare e il loro capo è chiamato generale.

La loro ossessione è il controllo della cultura perchè attraverso quella si gestisce la formazione delle classi dirigenti.

Il legame tra "scolari" e "maestri" resta indissolubile ed è la modalità consolidata attraverso la quale gestiscono, con intrighi e inganni, le politiche degli Stati sovrani.

Il potere per il potere è il loro modus operandi ed è per questo che sono pericolosi.

Dostoyevsky descriveva i gesuiti come uomini bramosi di potere e di denaro con l'unico scopo di sottomettere i popoli ad una servitù della gleba universale e in questa generale opera di sottomissione planetaria, loro sarebbero stati gli unici padroni.

 

I gesuiti hanno sempre guidato il Papa da dietro le quinte ma con Bergoglio qualcosa cambia, i gesuiti salgono sul proscenio del potere e lo gestiscono sotto i riflettori, non più dietro le quinte.

Oggi si ribalta anche la mitologia francescana: a Bergoglio lo IOR e a noi la povertà assicurata.

 

Carla Corsetti

 

 

 

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