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FINE VITA 01/03/2017

Le questioni afferenti al fine vita sono di tale delicatezza e sensibilità che non possono essere deturpate dai commenti opachi di una parte dei credenti.

Molti giornalisti hanno perso l'occasione di dare dignità al proprio mestiere e invece di informare, di rendere note opinioni autorevoli, consentendo alle persone comuni, digiune di tematiche così difficili, di attingere a seri spunti di riflessione, hanno preferito, anche su questo tema, degradare a gossip.
Intervistare, ad esempio, una persona come Mario Adinolfi, il cui pensiero supremo si sintetizza nella auspicata (per lui) sottomissione della donna all'uomo, non ha aiutato le persone a comprendere la necessità di una seria legislazione non solo sul testamento biologico, ma anche sul suicidio assistito.
Democrazia Atea nel suo programma, all'obiettivo n.2, prevede l'adozione di leggi che non abbiano limitazioni religiose.
La società italiana è molto più secolarizzata ed evoluta di quanto vogliano far credere i politici asserviti alla teocrazia, di quanto vogliano far credere certi editori i quali volutamente tendono a mettere in risalto le posizioni più spregevoli ogni volta che il dibattito ruota attorno ai diritti umani.
In questo Paese ognuno può e deve esprimere la propria opinione.
Ma le leggi non possono essere condizionate sempre e comunque dalle opinioni peggiori.
L'ingerenza teocratica è ogni giorno più urticante, ma il messaggio repressivo in queste materie ha sostenitori di scarsissimo spessore.
Avendo chiaro il principio di laicità potrà essere più agevole neutralizzare legislativamente la loro arretratezza.

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