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EGITTO, LA SECONDA OCCASIONE 31/07/2013

 La complessità della crisi egiziana rispecchia la stessa complessità del mondo arabo nella quale le tensioni dei protagonisti si intersecano in una dinamicità politica la cui definizione segnerà le sorti del prossimo secolo, non solo egiziane.

Il deposto Fratello Mussulmano Morsi non avrà una seconda occasione.

La storia gli aveva offerto l'opportunità di guidare il cambiamento dopo il regime di Mubarak e avrebbe dovuto essere il presidente di tutto il popolo egiziano, in una posizione di terzietà e di rispetto per tutti, ma Morsi ha esplicitamente negato alle opposizioni qualunque possibilità di dialogo, privilegiando spudoratamente solo ed esclusivamente l'inciviltà ideologica e teocratica di cui i Fratelli Mussulmani sono violenti rappresentanti.

L'esercito egiziano invece ha avuto una seconda occasione di riscatto e l'ha giocata al meglio.

L'esercito controlla circa il 30% dell'economia nazionale e non c'è un solo nucleo familiare che non abbia almeno un parente stretto nell'esercito.

Dopo la caduta di Mubarak il popolo ha temuto che l'esercito potesse impedire le elezioni e ha organizzato nuove manifestazioni di protesta contro il Consiglio Supremo delle Forze Armate garantendo con la protesta l'indizione delle votazioni.

Un anno di governo è stato sufficiente per rendersi conto che Morsi stava spingendo il Paese verso un aspro conflitto interno che l'esercito ha ritenuto di dover "prevenire".

Dopo aver deposto Morsi, l'esercito non voleva inimicarsi il popolo egiziano per la seconda volta ed ha prontamente nominato quale presidente provvisorio, non un generale, come molti temevano, ma il presidente della Corte Costituzionale Mansour.

L'esercito egiziano ora viene salutato come baluardo di difesa contro quelli che molti egiziani già chiamano Brothers Terrorists (Fratelli Terroristi).

Di certo un processo di modernizzazione affidato ad un potere militare non ha alternative all'autoritarismo e dunque la democratizzazione del Paese sarebbe pericolosamente compromessa.

Anche le opposizioni stanno vivendo una seconda occasione.

L'incapacità di organizzarsi e di esprimere candidati forti e credibili, aveva permesso ai Fratelli Mussulmani di avere la meglio alle elezioni del 2012.

Il malgoverno di Morsi ha avuto l'effetto, impensabile lo scorso anno, di mettere insieme tutte le opposizioni, compresi gli integralisti salafiti. Si sono presentati con il Capo delle Forze Armate tutti insieme davanti alle telecamere, compresi tra gli altri, il Papa dei Copti, la Suprema Autorità della Università religiosa al-Azhar, i rappresentanti del movimento di protesta Tamarrod, i rappresentanti della protesta del 6 Aprile.

 

Costoro potrebbero ora, con maggiore maturità politica, farsi interpreti delle stesse istanze della rivoluzione di gennaio 2012 e spingere il Paese verso un governo di unità nazionale che non distrugga definitivamente l'economia nè le speranze di democratizzazione.

Occorre neutralizzare i fratelli mussulmani non con la repressione e la messa al bando, non tanto perchè sono strumenti inefficaci per debellarli, ma perchè servirebbero, al contrario, a rafforzarli, magari in adesione con Al Queda.

Potranno piuttosto essere neutralizzati se si continuerà a mettere a nudo la loro incapacità di amministrare accompagnata dalla sete di potere esercitata attraverso la "fratellizzazione" forzata.

Solo partecipando ad un governo di "pacificazione" sarà evidente il limite della loro pochezza nel confronto con altre forze politiche.

I Fratelli Mussulmani con Morsi hanno assaporato il potere e non vogliono perderlo, a costo di scatenare una guerra civile che la loro cecità ideologica ritiene premiante.

Gli egiziani sanno però che i Fratelli Mussulmani si battono solo per loro stessi, strumentalizzando la loro religione.

Hanno capito che i Fratelli Mussulmani non hanno a cuore le sorti del Paese ma solo quelle della loro organizzazione.

Un Fratello Mussulmano non si farebbe scrupolo di uccidere un proprio familiare, un fratello, un figlio, un padre, purchè giovi all'organizzazione.

Interpretano la sharia a loro uso e consumo, ritenendo legittimo, per esempio in queste ore, buttare dalle finestre i bambini per sollecitare la popolazione ad una reazione violenta.

Nella loro sete di potere sanno che le donne egiziane possono assumere ruoli determinanti nella guida dei loro familiari verso la democrazia, e quindi hanno indebolito la protesta femminile con stupri di massa.

I Fratelli Mussulmani sono un cancro per l'umanità, impossibile da estirpare, e se avranno paesi come il Quatar ad appoggiarli, se avranno emittenti televisive come Al Jazeera dalla loro parte, se avranno soprattutto la convenienza degli Stati Uniti a terrorizzare le nazioni dove operano, nessuna chemioterapia sarà risolutiva.

Ma nessun fenomeno umano è destinato a durare per sempre, e loro, almeno in Egitto, non avranno una seconda occasione con queste premesse perchè la stagione dell'islam politico, rivelatosi per quello che è, ha aperto gli occhi anche a chi li aveva chiusi per il desiderio di sperare.

Il futuro dell'umanità potrà essere solo lo Stato Ateo.

 

 

Carla Corsetti

 

 

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