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DUBBI E CERTEZZE 31/05/2014

Il nuovo Ministro della Difesa Pinotti ha recentemente dichiarato: "Dobbiamo chiederci che tipo di difesa vogliamo, quale tipo di protezione ci può servire".

Quale tipo di difesa si debba avere non è questione che compete al Ministro di turno, essendo stata già delineata dalla Costituzione, anche se si deve dare atto alla Pinotti che, quantomeno, si è posta il problema.

Di certo l'acquisto dei cacciabombardieri F35 non corrisponde esattamente al mantenimento di un esercito che non può, per dettato costituzionale, essere impegnato in guerre di aggressione.

Il SIPRI, un istituto di ricerca con sede a Stoccolma, ha calcolato che l'Italia nel 2010 ha speso 50.000 euro al minuto per spese militari.

Lo stesso istituto ha calcolato che nel 2011 la spesa militare italiana ha avuto una flessione e sono stati impegnati solamente (si fa per dire) 42.000 euro al minuto.

Queste cifre sono vergognose se si pensa che per sostenerle è stata ridotta la spesa per l'assistenza sanitaria, per l'assistenza sociale e per l'istruzione, se si pensa che il trasporto ferroviario dei pendolari è da quarto mondo e che l'edilizia scolastica è fatiscente.

Nel 2012 fu promulgata una legge, la n.244, con la quale il Parlamento riassumeva su di sè la prerogativa di verificare la spesa militare straordinaria e di rivedere quella ordinaria inserita in programmi pluriennali approvati negli esercizi finanziari precedenti.

Dunque è nella facoltà del Parlamento ridurre la spesa militare e riconsiderare l'acquisto degli F35.

Ma la dichiarazione del Ministro della Difesa rimanda ad un'altra posizione recentemente assunta dal Presidente della Repubblica il quale ha convocato il Collegio Supremo di Difesa e i suoi intenti si sono rivelati lapalissiani: "La facoltà del Parlamento non può tradursi in un diritto di veto su decisioni operative" che tradotto significa: "per quanto la legge 244/2012 lo consenta, il Parlamento non deve permettersi di annullare l'acquisto degli F35".

Parlamento contro Presidenza della Repubblica?

Il quesito è legittimo ed è necessario sapere se i soggetti in "tensione istituzionale" siano in grado o meno di rispettare le funzioni dei rispettivi ruoli.

La determinazione del Ministro della Difesa, anche al di là delle questioni in ballo, si misurerà nella sua capacità di difendere le prerogative legislative del Parlamento e nel contrasto con le intenzioni, diametralmente opposte, manifestate dalla Presidenza della Repubblica.

Gli F35 saranno la cartina tornasole della autonomia dell'esecutivo dalla Presidenza della Repubblica e della capacità del Parlamento di incontrare gli interessi della Nazione.

Il dubbio però che ciò non accada, considerando i soggetti in contesa, è una delle poche certezze sulle quali possiamo già scommettere.

 

Carla Corsetti

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