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Democrazia diretta e dittatura della maggioranza 31/07/2012

 La Democrazia Diretta è costantemente proclamata da coloro che vogliono abbattere l'attuale sistema dei partiti, i quali si dicono contrari alla Democrazia Rappresentativa ma non non è ben chiaro a quale ricetta si vogliano ispirare e soprattutto non prevedono quelle tutele irrinunciabili affinché la Democrazia non diventi nemica di sè stessa.

 

Gli odierni fautori della Democrazia Diretta, animati da condivisibile ribellione ad un sistema politico iniquo, ingiusto e corrotto, che ha svuotato il valore rappresentativo dei partiti, ritengono che sia l' unica valida soluzione perchè, secondo loro, è sempre la maggioranza che viene chiamata ad esprimere le proprie decisioni politiche a conferma della volontà popolare, e ne suggeriscono l'attuazione attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie, pc web e voto elettronico.

 

A parte le lecite perplessità circa la effettiva realizzazione di questa piattaforma a livello nazionale e i pericoli di possibili manipolazioni su queste tecnologie, i dubbi più preoccupanti sorgono sulla assenza di tutele per evitare di cadere nella dittatura della maggioranza.

 

Ciò che viene proposto non prevede la salvaguardia dei diritti delle minoranze e di tutti quei cittadini che, per diverse ragioni, si trovano inermi a subire le logiche maggioritarie.

 

Nessuna tutela per coloro che non posso accedere direttamente al web e all'utilizzo del pc.

 

I modelli di Democrazia Diretta che vengono proposti da alcuni frequentatori del web, senza alcuna valenza costituente, prevedono che il 51% dei votanti possa decidere su tutto e per il solo fatto di aver ottenuto la maggioranza dei voti, le decisioni prese possono qualificarsi come democratiche.

 

A costoro manca la visione generale del sistema democratico che è quello che bilancia i poteri e sottrae sovranità alle maggioranze per quanto attiene ai diritti fondamentali.

 

Se la maggioranza decidesse ad esempio di togliere il voto a chi è troppo basso o troppo alto e la maggioranza fosse d'accordo, per costoro sarebbe comunque una scelta democratica.

 

Esistono, fortunatamente, i diritti fondamentali che non possono sottostare a logiche maggioritarie, e qui sta il vero significato dell'Autolimitazione della Democrazia data dalla Costituzione che ha introdotto la garanzia irrinunciabile sulla Sovranità affinché questa non possa distruggere sè stessa.

 

Sarebbe fatto grave il non tenerne conto e distruggere questa garanzia.

 

Se una maggioranza potesse decidere su tutto saremmo in grave pericolo.

 

Avremmo una espressione di sovranità contro sè stessa.

 

Non è difficile ipotizzare un effetto domino nel quale il 51% potrebbe escludere l’altro 49% di aventi diritto al voto e successivamente il 51% dei restanti votanti potrebbe negare nuovamente il diritto di voto alla minoranza e così via fino ad arrivare alla dittatura monocratica.

 

Non è una ipotesi accademica ma è quanto accaduto realmente in Russia attraverso la Rivoluzione, detta anche Democrazia Diretta.

 

Quando i bolscevichi arrivarono al potere ottenendo la maggioranza nei Soviet, con una inequivoca forma di Democrazia Diretta, la più estesa che si fosse mai praticata al mondo, sciolsero tutti gli altri partiti e ne rimase uno solo, il loro.

 

In questo partito ancora c'era una dialettica democratica molto forte ma poi la maggioranza arrivò a condannare la minoranza e così via si arrivò alla dittatura monocratica di uno solo, di Stalin.

 

In conclusione, vi sono diritti inalienabili senza i quali si correrebbe il rischio di un dispotismo della maggioranza.

 

Ci si deve porre costantemente il problema di quali siano le cose su cui si può decidere a maggioranza e quali no, considerandole irrinunciabili per l'esercizio stesso della Sovranità che appartiene indistintamente a tutti i cittadini, soprattutto se non conoscono un computer o se non riescono ad accedere ad una riunione.

 

Elisa de Lucia

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