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D'ALEMA E AMATO, MEGLIO PERDERLI 06/04/2015

D’ALEMA E AMATO, MEGLIO PERDERLI

È dal 1998 che attraverso la Fondazione Italianieuropei Massimo D’Alema e Giuliano Amato fanno “cultura politica” in Italia, ma ancora gli italiani non sono in grado di intravedere quali siano stati i benefici per la Nazione scaturiti dall’opera culturale di questi due. 

Di certo i risultati di questo sodalizio sono ora sotto gli occhi della Procura.
Le elargizioni “volontarie” che la coop. rossa CPL Concordia ha versato alla Fondazione in questi anni, suscitano perplessità e disgusto. 
D’Alema è impegnato a querelare tutti coloro che in queste ore hanno avuto il legittimo sospetto che i vini della sua casa vinicola non siano stati acquistati per meriti enologici.
Giuliano Amato invece, dopo aver incassato la nomina a giudice emerito della Corte Costituzionale, non si sente minimamente imbarazzato nel sapere che la Fondazione che ha presieduto per anni ha ricevuto elargizioni dal sapore tangentizio.
Sembra di ripercorrere un film già visto quando Amato uscì indenne da tangentopoli nonostante fosse stato il tesoriere di Craxi nel periodo aureo del sistema tangentizio del PSI.
Ma nessuno toccherà Amato anche perché la sua nomina fa parte di un progetto più ampio di smantellamento delle garanzie costituzionali e lui diventa un tassello sul quale contare.
Per smantellare la Costituzione hanno bisogno di una Corte Costituzionale non imparziale.
Giuliano Amato è stato nominato Giudice della Corte Costituzionale dal peggior Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e non possiamo sperare in nulla di buono.
Mai nomina fu più preoccupante e inopportuna.
Amato oltre che essere stato responsabile delle politiche economiche di Craxi, è stato anche sodale di Tremonti e frequentatore dell'Aspen Institute.
Amato è stato colui che in passato ha imposto una manovra previdenziale INPDAP che lo privilegiava vergognosamente.
Le sue conversazioni con Mussari del Monte dei Paschi di Siena per finanziare i suoi tornei di tennis avrebbero imbarazzato molti ma non il dottor Sottile.
Per non parlare delle conversazioni telefoniche con la vedova di un "tangentaro" del PSI.
Da ultimo, poco prima di essere eletto giudice della Corte Costituzionale, si è espresso in modo vergognosamente acido contro gli atei, arrivando a sostenere che non possono avere gli stessi diritti dei cattolici.
Queste espressioni di basso profilo e di volgare indecenza danno la misura della sua assoluta incapacità di difendere la Costituzione e di interpretare in maniera autentica soprattutto l’articolo 3 sull’uguaglianza di tutti i cittadini.
Amato è stato tesoriere del PSI mentre il partito prendeva tangenti, è stato Presidente della Fondazione Italianieuropei mentre la Fondazione rastrellava finanziamenti, dalla carriera politica ha ricavato la modalità per riscuotere 450.000,00 euro l’anno.
Massimo D’Alema e Giuliano Amato, pur sapendo che la Costituzione italiana non riconosce i titoli nobiliari, hanno accettato di far parte di ordini cavallereschi.
Amato infatti fa parte dei Cavalieri dell'Ordine di San Michele e San Giorgio mentre Massimo D’Alema, tra le tante inciviltà, fa parte dell’Ordine Piano, un ordine pontificio che lo rende cavaliere servente della corte papale.
Ma che aspettarsi, del resto, visto che sono entrambi del PD.
 
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