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Cronache di clericale follia 30/11/2010

 

 

Il cittadino italiano Ennio Montesi, ateo, chiede, durante la degenza in ospedale, di essere esonerato dalla vista di un simbolo di morte addobbato nella sua stanza, richiesta che può essere fatta, indistintamente, da tutti i cittadini.

Egli chiede di non dover sopportare la visione di un simbolo che, al pari della ghigliottina, del cappio dell’impiccagione o della sedia elettrica, è stato usato per procurare la morte.

La sua richiesta non viene accolta e il cittadino italiano, sentendo che lo Stato al quale appartiene non è in grado di difenderlo da atti di discriminazione, chiede asilo politico alla Svezia, un Paese che ha risolto le convivenze tra pensieri divergenti ormai da molti secoli, che sulla propria bandiera ha una croce mercantile che simboleggia l’incontro tra il sole e il mare, e non la morte, un Paese che gode di un livello di civiltà assai distante da quello dei regimi teocratici.

La notizia della richiesta d’asilo politico alla Svezia giunge anche alle gerarchie vaticano e un solerte giornalista dell’organo di stampa dello Stato del Vaticano, “gli augura di cuore che la richiesta sia accettata”.

Al cittadino italiano arrivano inviti ad andare via da molti connazionali i quali temono di essere privati del loro simbolo di morte, temono che senza quel simbolo potranno sentirsi ancora più fragili, perché ne hanno una dipendenza incurabile. Ma l’invito ad andare via dall’Italia che giunge dallo Stato extracomunitario del Vaticano assume una connotazione diversa e più grave.

Quel simbolo di morte, per lo Stato del Vaticano ormai è il simbolo politico con il quale mantiene sotto scacco la classe politica italiana, perché attraverso l’imposizione di quel simbolo, da una parte legittima eticamente quella classe politica, attesa la sua radicale immoralità, e dall’altra ne riceve in cambio benefici economici dalle dimensioni incalcolabili. Più la classe politica è immorale e corrotta e maggiori sono i benefici che vengono elargiti a coloro che si pongono come intermediari “per la salvezza”.

Non è un caso che lo Stato del Vaticano sia il più ricco del mondo ed è per questo che, dal profondo della sua ricchezza, augura ad un cittadino italiano – con il quale non dovrebbe avere nulla a che fare – di andarsene via dall’Italia, come se l’Italia gli appartenesse. Stavolta, con questo improvvido augurio, lo Stato del Vaticano si è tradito e ha mostrato il suo vero volto che è quello della incapacità di accettare il pensiero divergente e libero, della incapacità di garantire pacifiche convivenze, della incapacità di avere rispetto per chi non crede, per chi professa un credo diverso o per chi non professa alcun credo.

Il Vaticano ha mostrato ancora una volta di disprezzare i principi supremi di laicità dello Stato italiano, ha mostrato ancora una volta  la sua veemenza e distanza dalla civiltà del diritto. Allo Stato del Vaticano noi demoatei opponiamo la supremazia dello Stato Italiano, e al cittadino Ennio Montesi chiediamo di restare in Italia per combattere al nostro fianco contro uno Stato straniero fondamentalista che impedisce all’Italia di diventare un Paese civile ed evoluto come la Svezia.

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