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CASTRONERIE BERGOGLIANE 31/07/2014

Il dittatore della monarchia confinante ha espresso parole di condanna contro la legislazione della nostra Repubblica democratica in tema di legalizzazione delle sostanze stupefacenti.

Il motivo di cotanta preoccupazione non è di ordine sociale o morale, ma è squisitamente economico.

E’ noto come il proibizionismo aumenti la tendenza alla trasgressione e dunque al consumo, e come il controllo del mercato delle sostanze stupefacenti, in assenza di legalizzazione, resterebbe saldamente nelle mani della cattolicissima mafia, mentre il recupero dei tossicodipendenti è un business saldamente attaccato alle ramificazioni clericali cattoliche, dalle comunità di recupero alle associazioni di “volontari” dei centri di assistenza.

Sia i volontari cattolici che si occupano di tossicodipendenti, sia i criminali cattolici che gestiscono il narcotraffico, imperniano la loro azione e i loro profitti attorno ad un unico sistema radicato sulla legislazione punitiva di ispirazione cattolica.

Invertire la tendenza e passare ad un sistema di legalizzazione modificherebbe le variabili del sistema e nuovi equilibri sociali ed economici si creerebbero sottraendo benefici economici a chi ha gestito il fenomeno della tossicodipendenza fino ad oggi.

Bergoglio si è rivolto all’anello più debole della catena, ai tossicodipendenti, ricordando loro come “La Chiesa li ha presi per mano, attraverso l'opera di tanti operatori e volontari” che tradotto in termini più concreti significa “la Chiesa attraverso operatori e volontari guadagna montagne di denaro sulla vostra tossicodipendenza, perché cambiare questo andazzo?”.

Gli anelli più forti, infatti, hanno storicamente l’avallo del Vaticano.

Come non ricordare Noriega, il dittatore panamense, ricercato per traffico internazionale di cocaina, e le difese balbettanti di Navarro Valls, il portavoce di Woytjla che ne difendeva le sorti negando l’estradizione, pur sapendo quale fosse la portata delle gravi accuse che arrivavano dalla stampa internazionale.

In tempi più recenti sarà appena il caso di ricordare come l’International Narcotics Control Strategy, ovvero il Rapporto sulla Strategia per il Controllo del Narcotraffico, stilato ogni anno dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, indica il Vaticano, a causa della sua banca IOR, uno dei Paesi con “giurisdizioni preoccupanti” in tema di riciclaggio di soldi provenienti dal narcotraffico internazionale.

Bergoglio comincia a diventare imbarazzante.

 

Carla Corsetti

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